domenica 30 gennaio 2011

FORMAZIONE DELLE TARIFFE IDRICHE

Ecco la progressione in 10 anni delle Bollette dell’acqua di Acea-Ato2 Spa
Nel 1998 la tariffa agevolata a metro cubo (mc.) era di 205 lire (dotazione di 43 mc a trimestre), quella Base era di 659 lire a mc (dotazione di 613 mc. a trimestre), per il servizio fognature il <> era di 174 lire a mc. e per la depurazione si pagavano 500 lire per mc. e in bolletta entravano anche 2.200 lire per il noleggio del contatore una tantum. Un condominio di 19 appartamenti, ogni trimestre, pagava una fattura intorno a 1 milione di lire. Poco più di 100mila lire a famiglia ogni tre mesi.

Nel 2OOO (ultimo anno della lira) la Tariffa Agevolata era di 212 lire e quella Base di 682 lire al mc., cresciute leggermente per l’adeguamento Istat. Il canone per le fogne era di 177 lire e per la depurazione di 509 lire. Il nolo del contatore costava 2.250 lire. La Bolletta del condominio sostanzialmente era di poco più di 1milione di lire a trimestre ovvero 517,9 Euro. La bolletta per famiglia era fissata a poco di più delle 100 mila lire (50 euro).

Nel 2002 la Bolletta cambia volto. Arriva la fattura con i valori espressi in Euro: la tariffa Agevolata diventa di 0,1120711 euro, quella Base di 0,3610034 euro a mc.; il canone fognatura di 0,0914129 euro, quello per la depurazione di 0,2701070 euro. Il condominio paga 680 euro (pari a 1 milione 360 mila lire).

Nel 2003, iniziano i cambiamenti sostanziali. La Tariffa Agevolata non viene più calcolata sulla dotazione di 23 mc per appartamento, ma viene ridotta a 13 mc (-10 mc). Ma la vera sorpresa é sul prezzo del nolo del contatore (fino ad allora di 2.250 lire per tutto il condominio) che passa da 3 euro l’anno fino a 13,5 euro per le dotazioni maggiori e nasce la nuova voce <> che di 1,0568339 + 1,0348165 euro, totale di 39,74 euro, quasi 78 mila lire (+ 380 %). Il consumo, dal 2003, viene calcolato in giorni (secondo lettura del contatore o presunta). Un sistema che può mascherare i rincari, che vengono spalmati a seconda dei casi, e che per l’abbassamento della dotazione a Tariffa Agevolata, di minor prezzo, trasferisce la differenza al calcolo sul consumo effettivo/giorni a Tariffa Base, rimasta invariata, ma maggiore di quella Agevolata (+ 50%).

Nel 2007 e nel 2008, dopo le modifiche precedenti, la bolletta presenta con “voci ben distinte” e calcoli effettuati conteggiando i giorni d’erogazione, tant’é che le cifre si esaltano in aumento: Tariffa Agevolata a 0,139000 euro (13 mc di dotazione minima) e Tariffa Base 0,4476000 euro a mc. per i restanti mc in 1^ fascia di consumo (limite di dotazione 35 mc anziché 46 mc),così si passa facilmente all’eccedenza (da 36 mc a 46 mc e da 47 mc in poi ) passando a 1,3680961 euro/mc e all’esosa 2,6803 euro/mc. Ovvero nel caso di appartamenti con impegno di 46 mc/trimestre alla progressione da 0,1303807 euro a oltre 2 euro e 1/2 a mc. Un conto più salato che nel caso di conguagli per cifre non fatturate per anni, può trovarsi in bolletta il prezzo massimo di 3^ Fascia di consumo di 2,8563 euro a mc (pari a 5.530 lire a metro cubo).

Nel 2008, da AceaAto2, <> al cliente vengono addebitati in bolletta: 100 euro per ogni intervento di distacco e altri 100 per il riallaccio.

Ato2 ha giustificato così le cifre addebitate in bolletta: euro 63 per il distacco ed altri 63 euro per il riallaccio per la ditta appaltatrice, mentre 32 euro all'Acea per la “presunta” fornitura di lucchetti o saracinesche (rubinetti di chiusura/apertura dal tubo di erogazione dell’acqua) e 9 euro per la Raccomandata (presunta) di avviso di distacco. Infine 34 euro addebitati all’utente per spese generali.

Il gestore ormai ha mano libera, e diventa più attento all’incasso (anche per l'appaltatore), piuttosto che al corretto rapporto con il consumatore.

(articolo pubblicato su www.affaritaliani.it, riguardante la delicata situazione dell'Acea nel Comparto della gestione dei sevirzi idrici integrati (acqua+fogne+depurazione).

sabato 29 gennaio 2011

Le sentenze della Corte Costituzionale aprono la strada al referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua!‏


Sono state pubblicate ieri le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale del 12 gennaio 2011 con la quale era stato dichiarato ammissibile il referendum abrogativo sul decreto Ronchi, restituendo ai cittadini la sovranità di decidere sui beni comuni. Tre i punti decisamente innovativi della sentenza che potranno avere effetti più estesi sulle politiche pubbliche del nostro Paese: 1) si smentisce che il diritto europeo imponga agli Stati membri di privatizzare i servizi pubblici locali; 2) si riconosce l’esistenza di un diritto pubblico europeo dell’economia, contraddicendo chi sostiene da anni la sola esistenza in ambito comunitario del diritto dei mercati e della concorrenza; 3) si riconosce ai comuni la possibilità, a seguito di referendum, di rifarsi direttamente al diritto comunitario che prevede, tra l’altro, la gestione pubblica e diretta dei servizi pubblici locali. Chi sosteneva questa tesi soltanto fino a qualche mese fa veniva guardato con diffidenza e sospetto: lo scenario adesso cambia.
Finalmente è reso chiaro che il diritto europeo non impone obblighi di privatizzazione per le imprese pubbliche o incaricate della gestione di servizi pubblici, caratterizzandosi, al contrario, per il principio di neutralità rispetto al regime, pubblico o privato, della proprietà, che insieme ai principi di libertà di definizione e proporzionalità, costituisce uno dei cardini della disciplina comunitaria dei servizi di interesse generale. La Corte costituzionale rende nudo il decreto Ronchi dinanzi alle sue mistificazioni, in particolare laddove aveva voluto una rappresentazione del quadro normativo europeo parziale e discrezionale che non sembra recepire né i principi fondanti del diritto europeo, né i suoi nuovi e più evoluti orientamenti. Infatti, all’art. 23 bis sfugge che, a partire dall’entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, è intervenuto un cambiamento politico ed economico in favore del ruolo strategico del settore pubblico, al punto che con l’entrata in vigore dell’art. 14 TFUE sia possibile scorgere un riequilibrio del modello socio-economico europeo.
Lo scenario europeo di riferimento nel quale, in relazione ai servizi pubblici locali, si dischiude il quadro dei rapporti complessivi che mette in relazione istituzioni, imprese pubbliche e private, cittadini è, come ben evidenziato dalla Corte, notevolmente differente e distante da quello rappresentato e imposto dal decreto Ronchi. In particolare, mercato, concorrenza, regolazione non sono più principi dominanti, ma istituti e categorie che si collocano all’interno di quello che potremmo definire, in chiave fondativa, il diritto pubblico europeo dell’economia, ovvero quel complesso di principi, regole, decisioni giurisprudenziali comunitarie ed interne, che delineano uno spazio pubblico nel quale alle istituzioni sono assegnate funzioni rilevanti, anche gestionali, e dove la sfera sociale, intesa quale eguale soddisfacimento di diritti sociali, non soccombe dinanzi al mercato.
Il diritto pubblico europeo dell’economia, di fatto riconosciuto dalla sentenza della Corte, prevede che la gestione e l’erogazione dei servizi pubblici essenziali debbano costituire un intenso collegamento con i diritti fondamentali, quale fattore irrinunciabile di coesione sociale e territoriale, elemento imprescindibile della cittadinanza europea. La regola della concorrenza risulterebbe così limitata dal raggiungimento dei fini sociali e dal rispetto dei valori fondanti dell’Unione, quali lo sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, la solidarietà, l’elevato livello dell’occupazione e la protezione dell’ambiente, della salute, dei consumatori.
C’è dunque un’inversione di rotta rispetto a quella “dottrina dominante” che continua a recitare la liturgia della prevalenza del diritto europeo della concorrenza addirittura rispetto ai nostri principi costituzionali; un’inversione di rotta che dovrà essere suggellata con la vittoria del referendum. “Che i fiumi ritornino a battere le mani quando il popolo italiano sancirà con i due Sì che l’acqua è bene comune, diritto fondamentale umano”.
28/01/11  Il Manifesto
Alberto Lucarelli

venerdì 28 gennaio 2011

Scegliamo il logo della campagna referendaria! Scegliamo il logo della campagna referendaria!



img-logo

Il comitato referendario "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" sceglie il logo per la campagna referendaria. Abbiamo chiesto a tutti i grafici che avevano collaborato con il Comitato, e a tutti i nostri simpatizzanti esperti di grafica di mandarci le loro creazioni. Trovate qui tutte  quelle ricevute. Cliccate, votate entro le martedì 1 febbraio alle 19.00 e scegliamo tutte e tutti insieme il logo per la nostra campagna referendaria.

giovedì 27 gennaio 2011

28 gennaio sciopero generale Cobas e sciopero metalmeccanici Fiom-Cgil

Il Coordinamento Romano Acqua Pubblica sostiene i lavoratori in sciopero
Come realtà attualmente impegnata nella difesa dell'Acqua Bene Comune non possiamo che riconoscere l'attacco ai diritti dei lavoratori come un'altra faccia della medaglia dell'attacco generalizzato ai beni e ai diritti primari. Ad un attacco generalizzato non può che corrispondere una risposta generalizzata.
Siamo convinti che la straordinaria mobilitazione dal basso che ha permesso la raccolta di oltre un 1.400.000 firme a sostegno dei referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua, così come l'ampia partecipazione alle mobilitazioni in difesa dell'istruzione, della ricerca e del lavoro, siano il segnale di un'importante capacità di resistenza e di proposta, che si muove verso un'alternativa al modello sociale ed economico vigente.
In questo percorso la vittoria al prossimo referendum sull'acqua rappresenterà una spinta decisiva verso la riappropriazione dei diritti fondamentali, mettendo un freno alla voracità di quello stesso mercato che divora sempre più avidamente i posti di lavoro, i servizi primari e i beni comuni.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica

COMUNICATO STAMPA


Referendum, la Consulta dà ragione ai movimenti per l'acqua bene comune


La Corte costituzionale nella giornata del 26 gennaio ha depositato le sentenze con cui motiva le dichiarazioni di ammissibilità dei due quesiti referendari sull'acqua depositati dal Comitato Referendario “2 Sì per l'Acqua Bene Comune”.
Sentenze che rendono giustizia alle ragioni dei promotori dei referendum e che smentiscono in primis l'ex ministro Ronchi e quanti avevano sostenuto che il Decreto che porta il suo nome era un atto dovuto in attuazione di obblighi comunitari. La Corte definisce che l'abrogazione di tale provvedimento avrà come diretta conseguenza l'applicabilità immediata nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria la quale prevede la possibilità di gestione pubblica.
La Corte, con riferimento al secondo quesito ammesso, chiarisce una volta per tutte che con l’eliminazione del riferimento all' «adeguatezza della remunerazione del capitale investito» si persegue la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua, ne consegue una normativa immediatamente applicabile.
Una prima vittoria dei movimenti per l'acqua bene comune.
Il Comitato sollecita il Governo all'approvazione di un immediato provvedimento di moratoria sulla privatizzazione dei servizi idrici e a fissare la data di indizione dei referendum; rinnova la richiesta di accorpamento della consultazione alle elezioni amministrative della prossima primavera, per consentire ai cittadini di esprimersi su due referendum che porteranno alla ripubblicizzazione dell’acqua.
Il 5 e il 6 febbraio il popolo dell'acqua torna in piazza per lanciare con banchetti ed eventi l'autofinanziamento della campagna referendaria (tutte le informazioni su www.referendumacqua.it).


Roma, 27 gennaio 2011

mercoledì 26 gennaio 2011

Fiumi battete le mani



di Alex Zanotelli
Sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua. Dopo anni di impegno, un sussulto di gioia e di grazie al Signore che riesce ancora a operare meraviglie ,e un grazie allo straordinario “popolo dell’acqua” che ci ha regalato in due mesi un milione e mezzo di firme. La Corte ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua. Che la Corte Costituzionale( piuttosto conservatrice) abbia accolto queste due istanze sull’acqua in contrasto con i dogmi del sistema neo-liberista, è un piccolo miracolo. E questo grazie agli straordinari costituzionalisti che le hanno formulate e difese, da Rodotà a Ferrara, da Mattei a Lucarelli senza dimenticare Luciani.Ma la grande vincitrice è la cittadinanza attiva di questo paese che diventa il nuovo soggetto politico con cui anche i partiti dovranno fare i conti. “ I cittadini si sono appropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni- hanno commentato A. Lucarelli e U. Mattei- sui beni di loro appartenenza, su quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali. Si è dato così significato e dignità all’art.1 della Costituzione Italiana , ovvero al principio che assegna al popolo la sovranità in una stagione di tragedia della democrazia rappresentativa.”
Tutto questo apre a una nuova stagione di democrazia: il cammino per riappropriarci dei beni comuni che ci sono stati sottratti. E questo l’abbiamo ottenuto senza finanziamenti(ognuno ha dato quello che ha potuto), senza i partiti presenti in Parlamento e senza l’appoggio dei grandi media. Questo rende ancora più straordinaria questa vittoria, la prima nel suo genere nell’Unione Europea. Dobbiamo ora lavorare sodo per informare, sensibilizzare, per convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare(questo è il quorum necessario per la validità del referendum).Sarà una campagna referendaria molto dura perché abbiamo davanti un Sistema economico-finanziario che non può perdere l’oggetto del desiderio del XXI secolo: l’oro blu che è già scarso e andrà sempre più scarseggiando per il surriscaldamento del Pianeta.
Per questo dobbiamo organizzarci bene con comitati a livello provinciale come a quello regionale. Dobbiamo imparare i processi democratici partendo dal basso, lavorando in rete e tenendoci tutti per mano, nel profondo rispetto del volto di ogni persona. Dobbiamo far nascere il nuovo dentro un Sistema che mercifica tutto, anche le persone.
Nel frattempo invitiamo poi i cittadini a chiedere tre cose:
1)la Moratoria della legge Ronchi, per impedire la privatizzazione dell’acqua in pieno svolgimento del referendum perché, in caso di vittoria ,quei Comuni che avranno privatizzato, dovranno sborsare somme notevoli ai privati per riappropriarsi della loro acqua;
2) la convocazione di un consiglio comunale monotematico sull’acqua per sottrarre il servizio idrico alle regole del mercato e della concorrenza, e sostenere e appoggiare i due Sì al referendum promosso dal Comitato referendario 2 Sì per l’acqua bene comune;
3)il voto referendario venga associato alle elezioni amministrative previste per il mese di maggio.
Riteniamo poi fondamentale il ruolo che la Chiesa italiana può svolgere in questo referendum. Pertanto ai cristiani, alle parrocchie, alle comunità ecclesiali, chiediamo il coraggio di scendere a fianco di questo grande movimento dell’acqua pubblica. Chiediamo ai nostri vescovi di esprimersi ribadendo che l’acqua è la vita ed è un diritto fondamentale umano. In vista del referendum, chiediamo che la CEI si esprima sul tema di questo referendum, perché si tratta di un problema etico e morale.
Tutto questo è stato espresso molto bene dal vescovo cileno Luis Infanti della Mora di Aysén(Patagonia), nella sua stupenda lettera pastorale “Dacci oggi la nostra acqua quotidiana” : “ La crescente politica di privatizzazione è moralmente inaccettabile quando cerca di impadronirsi di elementi così vitali come l’acqua, creando una nuova categoria sociale: gli esclusi. Alcune multinazionali che cercano di impadronirsi di alcuni beni della natura, e soprattutto dell’acqua, possono essere legalmente padroni di questi beni e dei relativi diritti, ma non sono eticamente proprietari di un bene dal quale dipende la vita dell’umanità. E’ un’ingiustizia istituzionalizzata che crea ulteriore fame e povertà, facendo sì che la natura sia la più sacrificata e che la specie più minacciata sia quella umana, i più poveri in particolare.”
E allora diamoci tutti da fare perché ‘ i fiumi ritornino a battere le mani’ quando il popolo italiano sancirà con i 2Sì che l’acqua è bene comune, diritto fondamentale umano

venerdì 21 gennaio 2011

Report CRAP 19/01 prox riunione al Rialto mercoledì 26 gennaio ore 18‏

ciao a tutte/i,
di seguito il report della riunione di ieri, colmate pure eventuali lacune e dimenticanze.

Nella riunione del CRAP che si è tenuta ieri (causa disservizio elettrico) alla Casa della Partecipazione di San Lorenzo -
un grazie quindi agli acquaioli del III municipio - abbiamo condiviso anche quanto emerso dall'analisi in sede di riunione del Comitato Promotore (14 gennaio) rispetto alla decisione della Corte Costituzionale (12 gennaio) che ha dichiarato giuridicamente ammissibili due dei nostri tre quesiti per la ripubblicizzazione dell'Acqua.

Tema centrale della riunione, visto l'ingresso nella fase decisiva della battaglia per la ripubblicizzazione dell'Acqua, sono state quindi la riattivazione ed il potenziamento di tutte le energie che le realtà territoriali ed i coordinamenti municipali hanno espresso durante la raccolta firme.

A tal fine, oltre a confermare "centralmente" l'avvio a Largo Argentina dei banchetti informativi per la Campagna referendaria e l'autofinanziamento da sabato prossimo 22 gennaio (al riguardo attraverso questa mailing-list Federica sta già raccogliendo le disponibilità) i municipi III e VI hanno comunicato la cena di autofinanziamento per la campagna referendaria dell' 11 febbraio.

Intanto, nella precedente riunione CRAP il municipio XI ha annunciato il Carnevale dell'Acqua (8 marzo) ed i municipi XVI e XX ci avevano comunicato di aver già calendarizzato alcune iniziative.

Come hanno definito le iniziative chiediamo a tutti i municipi di comunicarle in lista specificandolo nell'oggetto, così oltre ad inserirle autonomamente
nel sito nazionale http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_user&view=login&Itemid=97
potranno essere diffuse attraverso il blog  http://craproma.blogspot.com
e la pagina Facebook  http://www.facebook.com/home.php#!/profile.php?id=100001862851241  del CRAP.

Oltre a ribadire l'opportunità di individuare eventi significativi che si svolgeranno a Roma nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in quanto contesti utili per veicolare con capillarità il messaggio della ripubblicizzazione dell'Acqua, abbiamo condiviso sia fondamentale che questo avvenga anche attraverso la raccolga in ogni municipio dei contatti di tutti i canali di informazione locale tramite i quali far circolare anche le iniziative che si svolgeranno a livello municipale.

Riguardo l'azione intrapresa dal CRAP nei mesi scorsi nei confronti del Comune di Roma per la richiesta di moratoria, si è deciso di darle seguito facendo richiesta ufficiale di un Consiglio Comunale aperto, nel quale i cittadini chiedono al Consiglio chiarimenti in merito alla questione Acea (parentopoli, intenzioni future, posizione rispetto alla moratoria in virtù dell' effettiva presenza dell'appuntamento referendario, etc. etc.). E' necessario studiare lo statuto comunale di Roma per capire se questa richiesta è possibile e come impostarla. Utile, a tal fine, sarebbe l'approvazione anche da parte dei Municipi della delibera a sostegno della moratoria.
Rispetto alle due iniziative del 28 gennaio, manifestazioni della Fiom a Cassino e dei sindacati di base COBAS e USB a Roma,
abbiamo deciso di organizzarci per partecipare, portando il messaggio che "il Referendum c'è" e rinnovando che l'Acqua,
come il Sapere ed i Diritti dei lavoratori sono Beni Comuni da riconquistare per tutti.
Per la partecipazione a Cassino, ci organizzaremo in collaborazione anche con il Coordinamento regionale.

Oltre a tutti i materiali (adesivi, spillette, brochure e manifesti) che saranno realizzati come avremo a disposizione il logo che farà riferimento ai "2 Sì" ai referendum per ripubblicizzare l'Acqua, dalla prossima settimana saranno disponibili le bottiglie dell'Acqua
(ovviamente con la scritta in italiano)
La prossima riunione del CRAP è fissata per mercoledì 26 gennaio alle ore 18 al Rialto.

Avanti! verso la Ripubblicizzazione.

martedì 18 gennaio 2011

Riunione Crap 19 gennaio, ore 18!

Care/i,
dal momento che il Rialto è ancora senza corrente elettrica, la riunione del Crap si terrà domani, alle ore 18.00, presso la Casa della Partecipazione a S.Lorenzo, in Via dei Sabelli di fronte al Cinema Tibur. Una novità passeggera, magari anche piacevole, e dalla prossima settimana potremo riprendere a vederci al Rialto.

domenica 16 gennaio 2011

Terza Assemblea del Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico

Roma - 21 gennaio 2011
Sala di Liegro - Provincia di Roma, Palazzo Valentini, Via IV Novembre, 119/a
Il Coordinamento Nazionale Enti Locali per l'acqua bene, nato nel maggio 2009 a Palermo,
raccoglie l'adesione di più di 150 amministrazioni, di centrodestra e di centrosinistra, uniti dalla
convinzione che preservare la proprietà e la gestione pubblica dell’acqua rappresenti un principio
fondamentale per il buon governo locale. Alla luce degli sviluppi inerenti la normativa in materia di
gestione del servizio idrico, in particolare l'attuazione del Decreto Ronchi e del Decreto Calderoli, è
certamente di grande interesse, per tutte le amministrazioni locali, un momento di confronto e
dibattito sul tema.
Programma
Ore 15.00 Apertura e saluti:
Nicola Zingaretti - Presidente della Provincia di Roma (in attesa di conferma)
Ore 15.15 Inizio dibattito:
Introduce e modera: Anna Maria Bigon – Sindaco di Povegliano Veronese
Interverranno tra gli altri:
· Danilo Bianchi - Sindaco di Anghiari. Il Decreto Ronchi e le sue conseguenze sulla
gestione dei servizi pubblici locali
· Alberto Lucarelli - Ordinario di istituzioni di diritto pubblico all'Università degli studi di
Napoli "Federico II". Legislazione Nazionale e Diritto Comunitario: quale definizione dei
servizi pubblici locali?
· Jaime Morell Sastre – Amministratore “Consorcio provincial Aguas de Sevilla”. Esempi di
forme di gestione dall'Europa
· Luciano Baggiani – Presidente ANEA. L'abolizione delle Autorità d'ambito: quale il ruolo
futuro delle amministrazioni locali nella gestione del servizio idrico?
· Duccio Valori – Ex Direttore Centrale Iri. L'alternativa ai privati: proposte di
finanziamento del servizio idrico integrato
· Corrado Oddi - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Il movimento per la difesa dei
beni comuni e la ripubblicizzazione del servizio idrico
Esperienze di amministratori locali da diverse Regioni italiane.
Ore 17.45 Conclusioni

mercoledì 12 gennaio 2011

La corte costituzionale ha detto sì ai referendum

Corte Costituzionale
Ufficio Stampa


Decisioni in tema di ammissibilità dei quesiti referendari

La Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2011, ha deliberato in ordine all’ammissibilità delle seguenti richieste di referendum abrogativo:
n. 149 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 1) “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”: ammissibile
n. 150 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 2) “Servizio idrico integrato. Forme di gestione e procedure di affidamento in materia di risorse idriche. Abrogazione”: inammissibile
n. 151 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 3) “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”:ammissibile
n. 152 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 4) “Norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico. Abrogazione parziale”: inammissibile
n. 153 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 5) “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: ammissibile
n. 154 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 6) “Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n.51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale”:ammissibile
Le sentenze saranno depositate entro i termini previsti dalla legge.
dal Palazzo della Consulta, 12 gennaio 2011

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili 2 dei tre quesiti referendari contro la privatizzazione dell'acqua promossi dal Comitati promotore referendario, di cui fa parte anche Altreconomia.
Paolo Carsetti, segretario del Forum italiano dei movimenti per l'acqua e del Comitato promotore spiega che "l'interpretazione della Corte conferma la nostra impostazione sull'abrogazione totale del decreto Ronchi (l. 166/2009). A breve arriverà la comunicazione ufficiale della Corte, per bloccare ogni tipo di speculazione".
È attesa invece entro febbraio la sentenza, nella quale la Corte chiarirà le motivazioni che hanno spinto invece a bocciare il secondo dei tre quesiti referendari, quello che chiedeva l'abrogazione dell'articolo 150 del Testo unico dell'ambiente (152/2006) in merito all'affidamento del servizio escludendo le società per azioni, società di capitali: "Crediamo che ciò sia dovuto al fatto che la disciplina sia stata modificata, con l'approvazione dei decreti attuativi del decreto Ronchi, in una data successiva rispetto alla presentazione dei nostri quesiti referendari", spiega Carsetti.
In mattinata (del 12 gennaio, ndr) si è tenuta la Camera di consiglio della Corte, durata circa due ore, che ha visto gli interventi di quanti avevano depositato memorie ad adiuvandum, ovvero a favore dei tre quesiti (l'avvocato Luciani per il Comitato promotore; i professori Ugo Mattei, Alberto Lucarelli e l'avvocato Franzo Grande Stevens per il Comitato Siacquapubblica; Pietro Adami per i Giuristi Democratici) e ad opponendun, ovvero contro (Antonio Tallarida per l'Avvocatura di Stato; Tommaso Edoardo Frosini e Giovanni Pitruzzella per il Comitato Acqualiberatutti; Tommaso Edoardo Frosini per Fare Ambiente; Federico Sorrentino per l'Associazione nazionale fra gli industriali degli acquedotti, Anfida). Le considerazioni poste da coloro che si opponevano all'ammissione dei tre referendum non hanno saputo "conquistare" i giudici della Corte Costituzionale. Dalle "memorie" presentate si evince, ad esempio, l'affermazione che il decreto Ronchi non era abrogabile (come chiede il primo quesito) perché norma comunitaria, il che è un falso. Un'altra opposizione poneva l'accento sul fatto che la campagna informativa del Comitato promotore era falsata, perché "eterogenea" rispetto all'oggetto del referendum. Il decreto, infatti, fa riferimento a una pluralità di servizi pubblici locali.
"La relazione più efficace è stata fatta da Sorrentino, per conto della Anfida, l'Associazione nazionale fra gli industriali degli acquedotti in seno Confindustria -spiega Carsetti-. Le altre erano molto deboli". La Corte Costituzionale ha infine bocciato il quesito referendario sull'acqua promosso dal partito dell'Italia dei Valori.

lunedì 10 gennaio 2011

L’acqua e i veleni

di Concita De Gregorio

Ho visto un bellissimo film: «Anche la pioggia» di Iciar Bollain, la regista autrice di «Ti do i miei occhi», opera che mi auguro abbiate amato in molti. È candidato a rappresentare la Spagna agli Oscar, un temibile avversario per il nostro «La prima cosa bella», uscirà presto in Italia.
 
Ve ne parlo oggi perchè uscendo dalla sala ho molto pensato a quanto poco i giornali e le tv nazionali parlino della grande battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, uno di quei temi che mobilitano grandi passioni soprattutto giovanili ­ - si tratta del futuro, del resto -­ e che sono trattati in genere, invece, come quelle campagne di certi estremisti che si ritovano sul web a protestare, inascoltati dalla politica e ignorati dai grandi mezzi di informazione.
 
È di acqua che parla, anche, il film di Iciar Bollain. Della grande rivolta contro la privatizzazione dell’acqua in Bolivia ­ - anche l’acqua della pioggia, anche su quella il governo ha preteso un dazio - ­mentre racconta di un film che una troupe spagnola sta girando su Colombo, la conquista delle Indie, Bartolomeo de las Casas.
Mentre gli attori il produttore il regista girano una storia di 600 anni fa, si trovano ad osservare, per le strade di Cochabamba, le stesse dinamiche, gli stessi soprusi ai danni degli indios, le stesse parole in bocca a moderni rivoltosi che pretendono solo di continuare a vivere nella loro terra senza morire per riverire l’invasore.
 
Ieri la Spagna, oggi le leggi dell’economia americana.
Ve ne parlo perchè la battaglia per l’acqua pubblica è uno di quei segni del tempo che passano inosservati e sono invece grandi trasformazioni epocali destinate a modificare il destino dei popoli, delle generazioni a venire.
 
Oggi non è di acqua ma di federalismo che si discute.
Discutere è un concetto forte: diciamo che la maggioranza degli italiani subisce senza sapere una trasformazione di cui non conosce connotati e conseguenze.
È la Lega che mena la danza. Da anni ripete che il federalismo è il futuro del paese, la chiave per chiudere col passato, è la strada per andare avanti anziché tornare indietro.
Il federalismo fiscale, antipasto di quello più ampio che dovrebbe seguire a ruota, sta dettando l’agenda politica del paese e del governo.
 
Senza federalismo niente Unità d’Italia.
Senza federalismo cade il governo.
Senza federalismo si va alle urne.
È una patacca, ma che volete che sia?
L’importante è avere un argomento per vincere le elezioni, uno scalpo da mostrare in campagna elettorale. Quella che sta per arrivare.
Perché il disegno della Lega è chiaro: prendere il federalismo, andare alle urne, fare il pieno di voti e puntare su un cavallo più verde che azzurro: Tremonti, ad esempio.
È il sogno di Bossi ma anche l’incubo di Berlusconi, sulla cui testa si addensano nubi minacciose, come quella che uscirà giovedì dal palazzo della Consulta.
Incubi e sospetti, veleni e coltelli (vedi lo splendido duello Feltri-Sallusti).
Eccola l’agenda politica del presidente del Consiglio: non risolvere i guai del paese, ma difendere la poltrona più alta.
 
E il federalismo?
Sarà un disastro ma facciamo silenzio, non diciamolo a nessuno.
Lasciamo che sia il popolo del web ad accorgersene.
 
Vi stanno togliendo l’acqua, e moltissimo di più.

martedì 4 gennaio 2011

13 gennaio prima riunione del 2011

Vi aspettiamo il 13 gennaio al Rialto per la prima riunione del coordinamento romano acqua pubblica, partecipiamo tutti per costruire le nuove iniziative che ci guideranno al referendum!
(ore 18 - via s. ambrogio, 4)