lunedì 28 febbraio 2011

Acqua e nucleare: votiamo a Maggio!

Roma, 03 Marzo 2011 - Ore 11.00

Presidio a Piazza Montecitorio

Acqua e nucleare: votiamo a Maggio!

Poco più di un mese fa la Corte costituzionale ha ammesso i quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell'acqua e contro il nucleare.
A questo punto il Governo deve indire le date in cui i cittadini italiani saranno chiamati a votare.
Per questo, Giovedì 3 Marzo, saremo davanti a Montecitorio per chiedere che la tornata referendaria sia accorpata a quella delle elezioni amministrative che con ogni probabilità si realizzeranno entro Maggio.

Riteniamo che questo sia doveroso per almeno due motivi: in primo luogo perché sia garantita la partecipazione democratica a scelte fondamentali per la vita di questo paese e che non venga usata come una clava la strategia del silenzio e dell'astensionismo.
In secondo luogo ci sembrerebbe ingiustificabile in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo che vengano indetti tre appuntamenti elettorali nel giro di un mese e mezzo con l'aggravio della spesa pubblica. Infatti sganciare i referendum dalle elezioni amministrative costerebbe alla collettività più di 400 milioni di €.

Per questo chiediamo a tutti i movimenti sociali, per la difesa ambientale e dei beni comuni, alle realtà sindacali ed associative di unirsi a noi ed aderire a questa richiesta.
Perché vogliamo chiedere che vengano garantiti i diritti di tutti e che non si speculi politicamente facendo pagare i cittadini e le cittadine.



Si per l'acqua bene comune.
Si per fermare il nucleare.


Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune - Comitato “Vota si per fermare il nucleare”

domenica 27 febbraio 2011

COSTITUIAMO IL COMITATO PER IL SI AI REFERENDUM DEL XV° MUNICIPIO


La grande mobilitazione che ha portato in tutta Italia a raccogliere circa 1,5 milioni di firme per chiedere un referendum in difesa dell’acqua pubblica sta proseguendo in vista del voto.
Nel nostro territorio abbiamo contribuito come Comitato Acqua Pubblica 15° a questo straordinario successo. Crediamo pertanto che ora un nuovo e più importante compito ci aspetta. Bisogna iniziare una consistente campagna informativa verso la cittadinanza da qui al giorno delle votazioni referendarie. Ricordiamo che la data non è ancora stata fissata ma che sarà compresa tra maggio e metà giugno e quindi  occorre al più presto organizzarci per raggiungere l’obiettivo del quorum e di una grande vittoria!

E’ per questo che invitiamo tutti, singoli cittadini/e, associazioni, comitati, partiti, spazi sociali a partecipare alla riunione che si terrà martedi 1 marzo alle ore 18.30 presso la sede Anpi di piazza Mosca 50 per costituire il Comitato per il si ai referendum del XV° Municipio.
                                         
Cordiali saluti
claudio

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Comitato Acqua Pubblica XV° Municipio
acquapubblica15@yahoo.it

mercoledì 23 febbraio 2011

COMUNICATO STAMPA: Alemanno congela la privatizzazione di Acea fino ai referendum sull'acqua


Oggi, al margine degli Stati Generali della Città, al Palazzo dei Congressi di Roma si è svolto un incontro tra il Sindaco Gianni Alemanno e la rete “Roma Bene Comune”, che riunisce diverse vertenze cittadine attive sulle politiche abitative, ambientali e sociali.
Il comitato referendario romano 2 sì per l'acqua bene comune, presente all'incontro, oltre a consegnare al “primo cittadino” la bottiglietta dell'acqua bene comune per ricordargli la sua importanza come diritto di tutti, ha incassato un'importante dichiarazione. Il Sindaco ha infatti dichiarato che nessun passo verrà fatto verso un'ulteriore privatizzazione di Acea fino all'esito della consultazione referendaria, avallando, di fatto, quella richiesta di moratoria avanzata nel corso di un consiglio comunale speciale su Acea e, in quella sede, bocciata. Un ulteriore segnale di come la messa in discussione della privatizzazione dei servizi idrici portata avanti dai movimenti per l'acqua bene comune abbia conquistato un posto di rilevo nell'agenda politica, ed un segnale incoraggiante in vista della  consultazione referendaria della prossima primavera.

Roma, 23 febbraio 2011

martedì 22 febbraio 2011

Autoproduciamoci i bracciali dell'acqua!!! :-)


Ci arrivano tantissime richieste su come costruire e dove trovare i braccialetti dell'acqua bene comune che diversi artisti hanno portato sul palco di Sanremo. Si tratta di braccialetti assolutamente artigianali e farli è semplicissimo. Servono due pezzi di "cordoncino" in cotone colorato turchese e celeste lunghi 25 - 35 cm (reperibili in qualsiasi merceria) da unire con due nodi a ricordare i 2 sì per l'acqua bene comune.
Diamoci da fare e mettiamo al polso di tutte le italiane e gli italiani il braccialetto dell'acqua bene comune da oggi fino ai referendum.


ps. il braccialetto a Sanremo http://www.repubblica.it/speciali/sanremo/edizione2011/2011/02/19/foto/referendum_acqua-12661171/1/

lunedì 21 febbraio 2011

Il Festival dell'Acqua di Sanremo‏


Il Festival dell'acqua di Sanremo si è svolto, come deciso dal coordinamento nazionale del Forum lo scorso 19 dicembre, negli stessi giorni del più noto Festival della canzone italiana.
Flashmob, mobilitazioni, distribuzione di materiale informativo hanno animato e colorato di blu il centro della città ligure nei giorni di giovedì e venerdì scorsi. Giovedì, nonostante il pessimo meteo, la giornata è iniziata con un flashmob mattutino. La fontana simbolo di Sanremo, lo Zampillo, è stata invasa da palloncini e per tutta la mattina ha campeggiato alla sua base lo striscione “2 Sì per l'Acqua Bene Comune”. Nel pomeriggio gli artisti di strada della Fnas hanno sfidato la pioggia e hanno portato in giro per Sanremo palloncini blu e materiale informativo.Qui la foto-galleria della giornata. Qui i racconto de Il manifesto.
La sera c'è stato un incontro pubblico con voci, suoni, immagini sull’Acqua presso il Teatro della Federazione Operaia Sanremese.
Intanto sul palco di Sanremo Emma Marrone, che cantava insieme ai Modà, ha portato in scena il braccialetto dell'acqua bene comune, consegnato nel pomeriggio dal Comitato Promotore ad alcuni artisti in gara. Ottimo il riscontro sulla stampa locale. Vedi qui, qui, qui
Il giorno dopo è stato il giorno clou della manifestazione, con i trampolieri che per tutto il pomeriggio hanno animato il centro cittadino e soprattutto con il concerto conclusivo, che ha visto salire sul palco Andrea Rivera, gli Yo Yo Mundi, Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di liquore, i Nada Mas e Libon Lipon, presentati da Cinzia Marseglia (Zelig Off) e dal cantautore Flavio Pirini (foto - video).
Sul palco, oltre all'ormai affezionata Emma, salivano sul palco con il braccialetto dell'Acqua Bene Comune anche Nathalie, Luca e Paolo Una cosa che non è passata inosservata e a cui repubblica.it ha dedicato una fotogallery in home page nelle giornate di sabato e domenica.

domenica 20 febbraio 2011

Il Comitato Romano 2 Sì per l'Acqua Bene Comune alla manifestazione contro gli stati generali voluti da Alemanno

venerdì 18 febbraio 2011

REPORT RIUNIONE COMITATO REFERENDARIO ROMANO‏

ODG
  • Impostazione comitato referendario
  • adesione manifestazione 19 febbraio
  • autofinanziamento e attività cittadine e municipali

REPORT
  • Impostazione comitato referendario
Presenti, oltre ai comitati municipali, anche alcune delle forze politiche facenti parte del comitato di sostegno: Federazione della Sinistra, Sinistra Critica, Sinistra Ecologia Libertà.
Dal ragionamento sull'impostazione del comitato referendario romano (formalizzazione, rapporto con le forze politiche, etc...) è emerso come la collaborazione tra le varie realtà che compongono il comitato sia stata buona durante la raccolta firme a valga quindi la pena ripeterla in questa fase. Riassumendo:
  • centralità dei comitati municipali, in cui tutte le realtà aderenti si riuniscono e fanno attività senza simboli politici e/o associativi
  • distinzione “formale” tra comitato promotore (associazioni) e di sostegno (forze politiche) ma collaborazione totale nelle fasi decisionali e operative sotto l'unico simbolo del comitato referendario
  • "laicità" rispetto alle iniziative da parte di singole associazioni e/o forze politiche: bene che ci siano, a patto che non diventino "elettorali"
Sono state poi affrontate le modalità per coinvolgere le realtà più strutturate e attivarne i componenti. E' stato stabilito di inviare, a nome del comitato romano, delle lettere mirate ad ogni associazione, contenente, oltre ad una generale richiesta di partecipazione, seguenti punti:
  • richiesta di mappatura delle sezioni/circoli/sedi presenti sui territori
  • richiesta di contatti per ogni municipio in cui la realtà è presente
  • richiesta di attività per il referendum: esposizione materiale, raccolta fondi, iniziative pubbliche
  • diffusione ai propri iscritti delle comunicazioni del comitato romano
Nell'ambito di questa comunicazione si potrebbero anche chiedere incontri “bilaterali” nei quali approfondire le possibilità di attivazione. Dopo l'invio di tale comunicazione sarà senz'altro utile che gli attivisti del comitato referendario romano che hanno contatti diretti con le organizzazioni interessate ne “caldeggino” l'attivazione.
Nei prossimi giorni sarà preparata una lettera da far girare e una lista di associazioni e contatti, da condividere.

  • adesione manifestazione 19 febbraio
E' stata approvata l'adesione alla manifestazione del 19 febbraio, per Roma Bene Comune contro gli stati generali della cittadinanza promossi dalla giunta Alemanno. Il corteo sarà da Piazza Vittorio al Campidoglio, partenza alle 15.00. Cerchiamo di essere presenti con uno spezzone e il nostro striscione. Nell'ambito di questo punto è stata anche rilevato come si debba fare attenzione a non "inflazionare" il termine "Bene Comune". Comunicare chi di noi è disponibile per i corteo, considerando che, almeno la mattina, ci sarà anche il banchetto a largo argentina.

  • autofinanziamento e attività cittadine e municipali
Il comitato romano ha fatto una sottoscrizione (con restituzione) alla campagna referendaria di 3000 euro ed altri sono stati raccolti (in cassa ci sono circa 1000 euro). Questo vuol dire che l'autofinanziamento sta andando benino..e sicuramente andrà sempre meglio! Per Roma abbiamo l'obiettivo (indicativo) di 5000 euro entro il 1°marzo.
Dal resoconto delle attività nei vari municipi è emerso come la “macchina” sia ripartita nella maggior parte dei territori. Molte le iniziative in programma a breve e medio termine: cene, mostra fotografica, carnevali per l'acqua, etc...(scusate se non le riporto tutte)
segnaliamole sul sito e a Concetta: concettasorrentino@gmail.com
Sono stati messi a disposizione una serie di materiali (locandine A3 e striscette adesive) pensate per gli esercizi commerciali (ristoranti, artigiani..etc..) che vogliono sostenerci esponendo il materiale e un salvadanaio per la raccolta fondi. E' stato sottolineato come le bottiglie siano un ottimo strumento per far circolare il messaggio negli esercizi di ristorazione: promuoviamole!
A questo proposito emerge la necessità di costituire un gruppetto di persone disponibili ad essere presenti quando è richiesta la voce del comitato romano: finora si muovono Simona, Fulvio e Paolo, ma, sperando in un incremento delle attività, è necessario allungare la lista. Quasi pronto il kit di autoformazione a cura della segreteria nazionale, appena possibile (forse già mercoledì prossimo) lo "testiamo" alla nostra riunione.

Prossima riunione fissata per mercoledì 25 febbraio ore 18.00

mercoledì 16 febbraio 2011

Il Coordinamento Romano Acqua Pubblica in difesa di Roma Bene Comune


Chi come il nostro coordinamento è presente e radicato in tutti i territori della città di Roma, per difendere il bene comune acqua dai processi di privatizzazione e di inquinamento, non può non scendere in piazza per difendere un altro bene comune come la nostra città.
Per porre le fondamenta della Roma che serve e che vogliamo, insieme ai movimenti per il diritto all’abitare, per la difesa dei beni comuni, ai migranti, agli studenti, contro la passerella mediatica degli “Stati Generali di Alemanno” che aprono la strada alle politiche dei tagli e delle privatizzazioni.
Per questo il CRAP, Coordinamento Romano Acqua Pubblica, il prossimo 19 febbraio sarà presente alla manifestazione indetta dai Movimenti Uniti Contro la Crisi, contro gli Stati Generali della Città promossi dalla Giunta Alemanno.
Da tempo abbiamo chiesto spiegazioni al Sindaco Alemanno e alla sua maggioranza di come intende difendere l’acqua dei romani dall'ulteriore privatizzazione e l’unica risposta che abbiamo ricevuto è stata la bocciatura della richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi: la giunta non intende aspettare l'esito dei referendum sull'acqua per vendere le quote pubbliche di Acea  a qualche imprenditore capitolino
Acea ATO2 Spa è la  società che gestisce il servizio idrico a Roma e che controlla il 14% della quota di mercato in Italia.  Azienda a capitale misto, sta espandendo i suoi interessi nel mercato della termovalorizzazione, della distribuzione elettrica e della vendita del gas con enormi velleità sull’acquisto della rete gas di Roma e con continui contatti con l’AMA per arrivare alla costituzione di una Multiutility. Un ex municipalizzata divenuta azienda multinazionale a tutti gli effetti, proprietaria di beni comuni.
Grazie all’applicazione del decreto Ronchi e allo Statuto del Comune di Roma, che ritiene l’acqua un bene a rilevanza economica, Alemanno continua a non dare garanzie sulla vendita di ulteriori quote di Acea, portando avanti trattative private con un noto imprenditore romano, accelerando così di fatto,  il processo di privatizzazione della gestione dell’acqua.
Tra i maggiori azionisti di Acea SPA c’è infatti Caltagirone, il noto palazzinaro romano, proprietario anche di testate giornalistiche, seduto nei più prestigiosi CdA di Banche e Assicurazioni e proprietario di una delle più grandi industrie del mattone operanti nella capitale, il quale detiene il 15% delle quote di Acea (il 51% ancora del Comune di Roma) e che insieme a Suez/Gas de France (la più grande e devastante multinazionale dell’acqua), che ne detiene oltre il 10%,  detta le regole sul prossimo assetto della Spa.
L’amministrazione comunale dunque garantisce profitti ai privati su un diritto umano universale, che invece non dovrebbe essere ridotto a merce e sottomesso alle logiche di mercato.
I risultati della privatizzazione dell’acqua, in Italia e nel mondo sono stati pesantemente negativi per gli utenti e i lavoratori, ma sono fonte certa di introiti per i privati, i fondi d’investimento e le multinazionali. La privatizzazione ha portato l'aumento spropositato delle tariffe anche nella nostra Regione (vedi acqua Latina e Acea ATO5) il peggioramento del servizio e della qualità dell’acqua, l'abbassamento dei diritti dei lavoratori di queste aziende, la diminuzione delle risorse investite sulle infrastrutture.
Per invertire questa pericolosa tendenza sono state raccolte 1.400.000 in tutta Italia a sostegno dei referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. E ora i cittadini e le cittadine di questo paese saranno chiamate ad esprimersi su questo tema, in un referendum nato e cresciuto tutto dal basso che una volta vinto darà un altolà al modello neoliberista applicato nel nostro paese da 15 anni a questa parte.
Per questo nella lunga strada che ci porterà a votare i 2 Si per l’Acqua Bene Comune saremo in piazza il prossimo 19 febbraio al fianco di tutti gli altri comitati, movimenti, sindacati che in questa città si battono contro un’amministrazione che difende solamente i poteri forti.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica
craproma.blogspot.com

lunedì 14 febbraio 2011

Il Festival dell'Acqua di Sanremo

COMUNICATO STAMPA

Il Festival dell'Acqua di Sanremo

17 e 18 febbraio 2011

Il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune ha organizzato per il 17 e 18 febbraio il Festival dell'Acqua a Sanremo, in contemporanea al Festival della Canzone Italiana programmato per la prossima settimana.
Una due giorni musicale e culturale in cui sono programmati nella città dei fiori dibattiti, eventi, flashmob e spettacoli. Banchetti informativi saranno allestiti in tutta la città.
L'evento centrale del Festival dell'acqua è programmato per venerdì 18 febbraio, a partire dalle 19 in piazza San Siro, a pochi metri dal Teatro Ariston con un Concerto in Piazza a cui parteciperanno artisti come Andrea Rivera, gli Yo Yo Mundi e Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore. Presentano Cinzia Mareseglia (Zelig off) e il cantautore Flavio Pirini Nei due giorni del Festival gli "artisti di strada per l'acqua" animeranno la città distribuendo materiali informativi e migliaia di palloncini blu. Qui è consultabile il programma.
Il Comitato Referendario ha inoltre scritto una lettera aperta a Gianni Morandi e ai cantanti in gara, invitandoli a passare dal palco di Piazza San Siro per salutare il popolo dell'acqua o a dimostrare sensibilità e vicinanza alla comune battaglia di civiltà per l'acqua bene comune indossando un laccio blu al polso durante le serate del Festival.

Roma, 14 febbraio 2011

BERLINO DICE NO ALL'ACQUA PRIVATIZZATA!‏


BERLINO DICE NO ALL'ACQUA PRIVATIZZATA!
Il referendum nella città boccia l’affidamento alle aziende del servizio pubblico Berlino dice nein all’acqua privatizzata. Il referendum che voleva annullare la privatizzazione parziale della società di gestione dei servizi idrici si è concluso ieri con un trionfo dei sì: ne servivano almeno 616.571, ne sono arrivati 665.713. Un risultato che ha sorpreso gli stessi promotori.
UN BENE ESSENZIALE – In serata, scrive Alessandro Alviano sulla Stampa, nel tendone da circo a due passi dal vecchio tracciato del Muro che hanno affittato per seguire i risultati, si contavano più giornalisti che sostenitori del referendum. «Ci speravo, ma non me l’aspettavo più vista la scarsa affluenza in mattinata », racconta Andreas Fuchs, il cassiere del comitato referendario.
«È la prova che si può fare molto anche con pochi mezzi», aggiunge, ricordando che il comitato disponeva di appena 12mila euro ottenuti dalle donazioni. A titolo di paragone: gli organizzatori del referendum sulla religione a scuola, fallito due anni fa, avevano raccolto centinaia di migliaia di euro. «Un bene essenziale come l’acqua non può essere fonte di profitto, vogliamo che torni in mano pubblica» gioisce il portavoce del comitato, Thomas Rudek. «È un segnale anche per voi in Italia», si inserisce la sua collega Dorothea Härlin. Il referendum chiedeva di pubblicare integralmente il contratto con cui nel 1999 il Land di Berlino vendette alle società RWE e Veolia il 49,9% dell’azienda dei servizi idrici comunali (Berliner Wasserbetriebe). Stando a Rudek, dal 2001 le tariffe dell’acqua sono salite del 35% e oggi sono tra le più alte in Germania.
A Berlino un metro cubo d’acqua costa 5,12 euro, a Colonia 3,26.
MANI PUBBLICHE - Su pressione dei promotori, il Comune ha pubblicato a novembre circa 700 pagine del contratto di privatizzazione parziale: da esse emerge che la città ha garantito alti margini di guadagno a RWE e Veolia. Non solo, ma dal 1999 al 2009 RWE e Veolia hanno incassato più utili di Berlino (1,3 miliardi contro 696 milioni), e questo sebbene la città- Stato detenga il 50,1% della Berliner Wasserbetriebe. Secondo indiscrezioni stampa, nel 1999 vennero firmate altre cinque intese i cui contenuti sono ancora oggi segreti.
Ora il parlamento del Land dovrà votare una legge sulla pubblicazione integrale del contratto di privatizzazione. In caso di rifiuto il comitato referendario è pronto a fare ricorso. Il suo obiettivo ultimo resta però quello di riportare interamente la BerlinerWasserbetriebe nelle mani pubbliche. Evitando al tempo stesso di replicare quanto è successo nella vicina Potsdam, dove la società di gestione dei servizi idrici è stata rimunicipalizzata dieci anni fa ma i prezzi sono aumentati e oggi un metro cubo d’acqua costa più che a Berlino: 5,82 euro.
Sabato il governo cittadino aveva dichiarato inutile la consultazione. Ieri sera il sindaco Klaus Wowereit ha provato a contenere i danni. L’esito conferma la nostra politica, ha spiegato. Berlino è infatti in trattative con RWE per riacquistare la sua quota nella Berliner Wasserbetriebe.

Il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune scrive a Vendola!!!‏

Durante la trasmissione Annozero di giovedì 10 febbraio il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha affermato di aver ripubblicizzato l'acquedotto pugliese intorno al trentesimo-quarantesimo giorno del suo nuovo mandato.



Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” si sente in dovere di replicare.

Il Presidente Vendola ha sì “fatto la legge”, ma tale legge non è ancora operativa, in quanto non approvata dal Consiglio Regionale. Quindi l'acquedotto pugliese non è ancora ripubblicizzato, e quello presentato da Vendola è, ad oggi, un disegno di legge.

Tralasciando qui altri dettagli, dobbiamo aggiungere che nelle sue dichiarazioni il Presidente Vendola ha tra l'altro fatto riferimento alle “pagelle” di Federutility, senza spiegare cos'è questo organismo, e senza quindi far notare che si tratta di un organismo nient'affatto “super partes”, nient'affatto interessato alla ripubblicizzazione dei servizi idrici e, anzi, sostenitore del mantenimento dell'esistente stato di cose.



Di seguito  la lettera che il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e il Comitato Pugliese per l'Acqua Bene Comune hanno scritto a Nichi Vendola.

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Al Presidente della Regione Puglia,

Nichi Vendola

p.c.

all’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati

alla stampa



Caro Presidente,

abbiamo ascoltato con attenzione il suo intervento alla trasmissione “Annozero” di giovedì 10 febbraio in merito alla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese dove lei ha detto che “al trentesimo/quarantesimo giorno di questa legislatura ho fatto la ripubblicizzazione dell’acquedotto come legge del mio governo e l'ho passata nella commissione competente del consiglio regionale”.



Purtroppo, però, come tutti sappiamo, senza l’approvazione del DDL in Consiglio non c’è tecnicamente alcuna legge e la sua affermazione rimane nell’ambito dell’annuncio e non di quanto fatto. Inoltre ha omesso di fornire delle informazioni significative.



Alla storia, infatti, mancava più di un pezzo, ovvero:

il fatto che Ella e l’Assessore Amati, già nell’ottobre 2009, avevate preso pubblicamente l’impegno di presentare in Consiglio, entro la fine del suo precedente mandato, la proposta di legge che sarebbe stata prodotta dal tavolo

tecnico congiunto tra Regione Puglia, Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (fa fede la rassegna stampa, compresa quella istituzionale);



il fatto che Ella - a nome della sua coalizione – durante la campagna elettorale e, specificatamente nella conferenza stampa del 2 marzo 2010, aveva assunto l’impegno di trasformare il DDL in legge entro i primi 100 giorni della eventuale futura legislatura!



il fatto che dall’11 maggio 2010 – data in cui la giunta ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese – lo stesso disegno di legge è “approdato” nelle competenti commissioni solo ad ottobre 2010 (!) quando sono state programmate e svolte le necessarie audizioni.



Da allora – nonostante le sollecitazioni in tal senso e le richieste di incontro da parte del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – più nulla. Solo in seguito a una nuova mobilitazione, lo scorso 28 dicembre, il Comitato è stato ricevuto dall’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati, che da un lato, ha ammesso la difficoltà di comunicazione, impegnandosiper una comunicazione più “fluida” fra cittadinanza e istituzioni; e dall’altro, ha anticipato la presentazione di una serie di emendamenti al fine di “rafforzare” giuridicamente lo stesso DDL in vista della sua presentazione in Consiglio entro la fine di gennaio 2011. Tuttavia, il testo è fermo ancora nelle commissioni.



Inoltre alcuni di quegli emendamenti presentati hanno suscitato non poche perplessità (confortata dal giudizio di diversi giuristi) in quanto apportano differenze sostanziali al testo approvato dalla giunta lo scorso 11 maggio e appaiono in controtendenza rispetto ai principi che hanno guidato fin dall’inizio il percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, ovvero:

· gestione di tutto il SII in Puglia attraverso un organismo di diritto pubblico;

· gestione partecipata da parte dei cittadini e dei lavoratori al governo del SII;

· garanzia per tutti, anche coloro senza mezzi, a condizioni minime di servizio;

· esclusione del profitto da parte di privati nella gestione del SII o parti di esso.



Come abbiamo avuto modo di specificare, tali principi risultano sensibilmente "annacquati" o stilati in forma tale che, in alcuni passaggi, appaiono non chiari e suscettibili di molteplici interpretazioni.



Dal 14 gennaio abbiamo inviato all’Assessore Amati – e a lei per conoscenza - tre comunicazioni ufficiali (di cui una lettera aperta) nelle quali si chiedeva un incontro per esporre le nostre perplessità e confrontarci sul processo di ripubblicizzazione. Solo il 26 gennaio abbiamo ricevuto una comunicazione dall’Assessore nella quale si legge “Al fine di

meglio preparare l'incontro, prego trasmettere report puntuale con le relative osservazioni ai singoli emendamenti”. In data 31 gennaio abbiamo inviato all’Assessore – e a lei per conoscenza – le nostre osservazioni. Ad oggi, 14 febbraio, neanche un cenno di risposta.

Perché?



Perché sembra essere sceso nuovamente il silenzio? Perché non abbiamo un riscontro alle nostre richieste? Perché sostiene in televisione di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese se questo, oggi, è ancora una società per azioni?



Premesso quanto detto e dato il crescente e appassionato interesse della popolazione pugliese e italiana sull’argomento (testimoniato dal formidabile successo della raccolta di firme per i referendum sull’Acqua e la recente dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale dei due referendum sui quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nella prossima primavera), cogliamo l’occasione per chiederle di continuare ad “andare avanti passo dopo passo con concretezza”,

Rinnovandole la richiesta

di un incontro urgente per il necessario chiarimento e per discutere riguardo alle necessarie modifiche da apportare al testo, per renderlo più chiaro e inequivocabilmente in direzione della ripubblicizzazione del SII.



Confidando nei valori della partecipazione e della democrazia ai quali ispira la sua politica, attendiamo una sua risposta.



Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

domenica 13 febbraio 2011

referendum acqua: accorpamento con le amministrative‏

Parte la raccolta firme on-line per l'accorpamento delle date del voto per il referendum e le amministrative.
Cerchiamo di far girare questa informazione come la scorsa volta, coinvolgendo il maggior numero di persone e facendogli leggere il nostro appello; questo infatti è un importante strumento di pressione che abbiamo per far sentire la nostra voce e comunicare i nostri contenuti.

Per firmare potete andare sulla home-page del sito wwwacquabenecomune.org o al seguente link: http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=171




12 Giugno, una proposta irricevibile


di Alberto Lucarelli (Il Manifesto del 10 Febbraio 2011)
Il ministro Maroni ha dichiarato di voler fissare la data dei referendum domenica 12 giugno, ovvero l'ultima data utile prevista dalla legge. Il Forum dei movimenti per l'acqua, subito dopo le sentenze di ammissibilità della Corte, aveva inoltrato una lettera al Presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio ed al ministro degli Interni chiedendo che il voto dei referendum si svolgesse in contemporanea con il voto delle amministrative.
Tale richiesta sembrerebbe per il momento essere stata del tutto ignorata e l'idea di fissare le consultazioni referendarie il 12 giugno, in prossimità dell'estate e degli esami di maturità, sembra proprio portare in sé l'obiettivo di scoraggiare i cittadini a recarsi alle urne. Non dimentichiamo che negli ultimi quindici anni i referendum di giugno non hanno mai raggiunto il quorum.
La legittima ed opportuna richiesta del Forum si fonda su due argomentazioni, entrambe di notevole rilevanza:
1) la scelta del giorno in cui fissare la consultazione elettorale deve essere esercitata nel rispetto del principio del favor del referendum, e più in generale della partecipazione politica, ovvero nell'obiettivo, in linea con il disposto dell'art. 1 Cost. che attribuisce la sovranità al popolo che lo esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, di adottare soluzioni organizzative e procedurali che non sacrifichino il circuito della democrazia sia diretta, prevista dall'art. 75 della Costituzione, sia rappresentativa, prevista dagli artt. 55-70 della Costituzione. È evidente infatti che la concreta possibilità di tre consultazioni elettorali nell'arco di un mese (amministrative, ballottaggio e referendum) possa costituire un serio rischio alla partecipazione dei cittadini sia per le amministrative che per il referendum;
2) la frammentazione dei momenti elettorali rappresenta un ingiustificato ulteriore costo per la finanza pubblica. L'occasione che si presenta di unificare i futuri momenti elettorali va colta dunque anche nel senso di risparmio di soldi pubblici, la cui entità sembra di non poco conto.
Come è noto l'art. 87 della Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di indire il referendum, ma tale atto è preceduto sulla base dell' art. 34 della legge n. 352 del 1970 dalla deliberazione del consiglio dei ministri cui spetterebbe in concreto la determinazione della data di svolgimento della consultazione. Tuttavia tale potere governativo va esercitato sia un'ottica di correttezza istituzionale e di leale collaborazione con il Presidente della Repubblica (che non sembrerebbe essere stato nemmeno consultato sul punto) sia nel senso di favorire la partecipazione e quindi il concreto esercizio della sovranità popolare. Invece, il governo su proposta del ministro degli interni fissando la data della consultazione elettorale il 12 giugno farebbe un cattivo esercizio della sua discrezionalità, ponendosi di fatto in contrasto con i principi generali dell'ordinamento costituzionale.
In questo caso, dunque, proprio perchè si tratta di un potere condiviso (la Corte costituzionale da ultimo con ordinanza n. 38 del 2008 ha riconosciuto al governo un ampio potere di valutazione in ordine al momento di indizione ma non un suo potere esclusivo) e perché la fissazione della data del 12 giugno è un'evidente scelta irrazionale (duplicazione delle spese) strumentale ed inopportuna, in quanto mira di fatto a svilire la consultazione elettorale e a non far raggiungere il necessario quorum richiesto dalla legge, il Capo dello Stato potrebbe assumere le iniziative necessarie al fine di adottare (o indurre ad adottare) l'atto in concomitanza con le consultazioni amministrative.
Si tratterebbe di esercizio del potere presidenziale inteso come controllo e garanzia di piena ed effettiva esplicazione della volontà popolare e quindi come atto sostanzialmente presidenziale ed appartenente alla sua sfera di discrezionalità. Un atto di garanzia contro l'arroganza e la scorrettezza del governo che non sembra voler tener in nessun conto che è la prima volta nella storia della Repubblica che una richiesta referendaria sia stata sottoscritta da quasi un milione e mezzo di cittadini. Questo dato va rispettato, tutto il resto costituisce un evidente abuso di potere. L'auspicio è che il governo rimediti sulle sue inaccettabili intenzioni fissando la data dei referendum in concomitanza con le amministrative. Per restare in tema possiamo dire che la proposta del 12 giugno è irricevibile!

Comunicato stampa su situazione arsenico

Comunicato stampa su situazione arsenico



Abbiamo atteso, con pazienza, sperando che la legalità prevalesse. Eravamo fiduciosi, sicuri che sul tema della salute dei cittadini le istituzioni - Comune, Provincia e Regione - avrebbero avuto il coraggio di prendere decisioni serie e coraggiose. Così non è avvenuto.
Ieri il Sindaco di Velletri Fausto Servadio ha revocato l’ordinanza che vietava l’acqua nelle zone di Colle Ottone e Rioli, emanando un nuovo parziale divieto. La zona rossa si è spostata in via Colle dei Marmi.

Questa ordinanza è ancora una volta monca, incompleta e non rispettosa della legge 31 del 2001, che da dieci anni è regolarmente disattesa dai governi locali e nazionali. 
Ecco perché:

l’ordinanza del sindaco non dichiara la non potabilità dell’acqua in una zona dove il limite di legge per l’arsenico viene superato, limitando il divieto d’uso ai bambini fino ai 3 anni e alle donne in stato di gravidanza. Tutti gli altri si possono avvelenare senza grandi preoccupazioni. Questa decisione è oggi ancora più grave, visto che il ministero della salute ha già ufficialmente recepito la decisione della Commissione Europea del 28 ottobre 2010, che non concede deroghe alla regione Lazio.
I due pozzi incriminati di via Colle dei Marmi avrebbero dovuto essere a norma già da un anno. Il piano di rientro di Acea presentato nel maggio del 2008 prevedeva la realizzazione di un potabilizzatore in quella zona entro il secondo semestre del 2009. Perché il Comune di Velletri non ha formalmente contestato questa grave mancanza di Acea? Perché la società romana - quotata in borsa e con utili milionari - non ha realizzato l’investimento previsto di 300 mila euro per rendere potabile l’acqua della zona servita dai pozzi di Colle dei Marmi?
Lo sforamento dei limiti di legge per l’arsenico nella zona di Colle dei Marmi è noto da tempo al Comune. Perché solo ora il Sindaco emette una ordinanza seppur parziale?

Riteniamo poi estremamente grave che il consiglio comunale non sia stato coinvolto in questi mesi in quella che possiamo definire la principale emergenza ambientale del territorio di Velletri. E in questo caso la responsabilità non è solo dell’attuale giunta, ma dell’intera classe politica della città. 

Vogliamo infine ricordare che secondo le normative italiane e comunitarie, il comune di Velletri, la Asl, la provincia di Roma e la regione Lazio dovrebbero:

1) Informare i cittadini della non potabilità dell'acqua;
2) Informare del valore di arsenico contenuto nell'acqua, con numeri definiti, e non approssimativi;
3) Informare sui rischi dovuti alla assunzione e all'accumulo di arsenico;
4) Fornire acqua per uso igienico-domestico per non creare inconvenienti sanitari;
5) Vietare l'uso per acqua potabile a tutti gli utenti, non solo ai bambini;
6) Fornire approvvigionamenti di acqua potabile di buona qualità a tutti gli utenti e alle imprese alimentari;
7) Attuare il piano relativo all'azione correttiva (comprende un calendario dei lavori, una stima dei costi, la copertura finanziaria);
8) Sanzioni previste dall'art. 19 del D/lgs 31/2001, modificato e integrato dal D.lgs 27/2002
9) Applicazione delle penali previste dal contratto con il gestore;
10) Attivazione procedura d'infrazione delle norme comunitarie art. 226 e art. 228 del Trattato CE

Comitato Acqua Pubblica di Velletri

venerdì 11 febbraio 2011

Anche a Roma nasce il Comitato Referendario “2 Sì per l'acqua Bene Comune”

Il Coordinamento Romano per l'Acqua Pubblica, nato più di 4 anni fa, non può che essere oggi parte attiva della Campagna Referendaria, dando vita al Comitato Referendario Romano “2 Sì per l'acqua Bene Comune”.
Stante l'impegnativa fase in cui sta entrando il percorso referendario, sarà indispensabile la massiccia attivazione di Roma e di tutte le realtà che, muovendosi in essa, condividono i principi di questa campagna e vogliono contribuire a fermare la mercificazione dell'acqua attraverso i 2 referendum che si voteranno a primavera.
Per questo chiamiamo tutte le realtà interessate a condividere questo percorso e a partecipare alla riunione di mercoledì 16 febbraio, presso il Rialto (Via S.Ambrogio, 4) nel corso della quale verrà formalizzata la costituzione del Comitato Referendario Romano e discuteremo di come portare avanti insieme la campagna nella nostra città.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica

vota!

IN ITALIA


Il 12 e 13 Giugno si vota per i 2 referendum sull'acqua bene comune. 
Per fermare la privatizzazione ed eliminare la possibilità di fare profitti sull'acqua bisogna votare 2 Si'!
Di seguito alcune delle domande più frequenti.

FAQ

I fuori sede possono votare? Come?
SI, i fuori sede, che siano studenti o lavoratori, possono votare se vengono nominati Rappresentanti dei promotori presso i seggi elettorali. Basta avere con se la propria tessera elettorale.
A breve sarà attivato un meccanismo di iscrizione on-line (www.acquabenecomune.org – www.referendumacqua.it) per poter segnalare la propria disponibilità a svolgere la funzione di rappresentante dei promotori in un determinato seggio. In questo modo chi vorrà potrà votare anche nel seggio segnalato anche se diverso da quello in cui si è iscritti. Successivamente coloro che hanno segnalato la propria disponibilità riceveranno una delega dai promotori.

Quanti sono i rappresentanti dei Promotori?

Per ogni sezione elettorale (e per ciascun quesito), possono essere nominati due rappresentanti, un titolare e un supplente. Quindi, come promotori dei 2 referendum sull'acqua, potremo nominarne 4.

I partiti possono avere i loro rappresentanti?
Si, i partiti presenti in Parlamento italiano o europeo hanno diritto ad avere i propri rappresentanti nei seggi per le votazioni referendarie.

Come funzionano i rimborsi di viaggio?
Per i viaggi degli elettori residenti in Italia, i biglietti ferroviari nominativi a tariffa ridotta sono rilasciati dietro esibizione della tessera elettorale e di un documento di identità (unicamente per il viaggio di andata è ammessa l'autocertificazione). I biglietti hanno un periodo di utilizzazione di venti giorni (stabilito per ogni consultazione) e devono essere convalidati prima di iniziare il viaggio di andata e quello di ritorno. Lo sconto è del 60%.
Per ulteriori informazioni su agevolazioni di viaggio è necessario attendere la pubblicazione della circolare del Ministero dell'Interno su tale materia.
Per i viaggi effettuati con il mezzo aereo sul territorio nazionale, e' riconosciuta agli elettori un'agevolazione per il viaggio di andata alla sede elettorale dove sono iscritti e ritorno, nella misura del 40 per cento del costo del biglietto. L'importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore.

Come è organizzato il voto per i non deambulanti?
Tali elettori sono ammessi a votare in qualsiasi sezione del Comune, previa esibizione della tessera elettorale e di un'attestazione medica, rilasciata dall'unità sanitaria locale ed attestante l'impedimento; in occasione delle elezioni i comuni sono tenuti ad organizzare, in base alla legge n. 104/1992, servizi di trasporto pubblico in modo da facilitare agli elettori handicappati il raggiungimento del seggio elettorale. Per informazioni rivolgersi al proprio comune di residenza. Le Asl, nei tre giorni precedenti la consultazione elettorale devono garantire la disponibilità di un adeguato numero di medici autorizzati per il rilascio dei certificati di accompagnamento e dell'attestazione medica prevista per gli elettori non deambulanti.

Come funziona il voto assistito?
Sono considerati elettori fisicamente impediti: i non vedenti; gli amputati alle mani; gli affetti da paralisi od altro impedimento di analoga gravità. Previa richiesta il comune dovrà segnalare la tessera elettorale e all'accesso al seggio si dovrà consentire l'accompagno. Questi elettori esercitano il diritto elettorale con l'aiuto di un elettore della propria famiglia, o, in mancanza con l'assistenza di un altro elettore che sia stato volontariamente scelto come accompagnatore, purché iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi Comune della Repubblica. Viceversa, quando il simbolo o codice non sia apposto nella tessera elettorale o l'impedimento non sia evidente, esso potrà essere dimostrato con un certificato medico che dev'essere rilasciato immediatamente e gratuitamente dal funzionario medico designato dai competenti organi della Asl.

Come vota chi è ricoverato o detenuto?
I detenuti aventi diritto al voto e i degenti ricoverati nei luoghi di cura possono votare nel luogo di detenzione o di cura, previa richiesta al Sindaco del Comune di residenza di essere iscritti nelle apposite liste elettorali entro e non oltre il terzo giorno antecedente la data della votazione.
Come funziona il voto a domicilio per elettori collegati a macchine vitali o intrasportabili?
Gli elettori affetti da gravi infermità, tali da impedirne l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano e gli elettori che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali sono ammessi al voto nella loro dimora. Gli elettori in queste condizioni, per poter votare presso il loro domicilio, devono averne fatta apposita domanda tra il 40° entro il 20° giorno antecedente quello della votazione (tra martedì 3 maggio a lunedì 23 maggio 2011) al Sindaco del Comune in cui sono iscritti a votare. Nella richiesta, andrà indicato l'indirizzo, anche qualora tale dimora sia ubicata presso un comune diverso da quello nelle cui liste elettorali sono iscritti.

Ricordati la tessera elettorale!
Ricordati che per votare è necessario avere con se la tessera elettorale. Se l'hai smarrita o l'hai completata puoi farne richiesta all'ufficio elettorale. Allo scopo di rilasciare, previa annotazione in apposito registro, le tessere elettorali non consegnate o i duplicati delle tessere in caso di deterioramento, smarrimento o furto dell'originale, l'Ufficio elettorale comunale resta aperto: da martedì 7 giugno a sabato 11 giugno, dalle ore 9 alle ore 19; domenica 12 giugno dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 13 giugno dalle ore 7 alle ore 15.

MATERIALI PER GLI ATTIVISTI



ALL'ESTERO



Il 12 e 13 Giugno si vota per i 2 referendum sull'acqua bene comune.
Per fermare la privatizzazione ed eliminare la possibilità di fare profitti sull'acqua bisogna votare 2 Si'!
Chi vota all'estero, però, tenga presente che dovrà far pervenire al proprio consolato il plico con il suo voto entro Giovedì 9 Giugno alle 16:00.
Di seguito le domande più frequenti.

FAQ
I residenti all'estero possono votare? Come?
Chi è residente all'estero ed è iscritto all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) vota per corrispondenza, dopo aver ricevuto la scheda elettorale presso la propria residenza.

E per chi non è residente?
Alcune categorie di lavoratori "temporaneamente all'estero" possono votare: i Professori associati e a contratto e i ricercatori universitari che si trovano all'estero per più di 6 mesi e che alla data del 4 aprile 2011, (convocazione dei comizi da parte del Presidente della Repubblica) erano già fuori da 3 mesi; gli appartenenti alle forze armate e forze di polizia per missioni internazionale; i dipendenti pubblici che sono distaccati per più di 3 mesi.

Come fanno a votare i "temporaneamente all'estero"?
Entro domenica 8 maggio (35°giorno antecedente alla votazione) i cittadini "temporaneamente all'estero" devono presentare dichiarazione ai fini di poter esercitare il voto dall'estero.
  • Devono presentare tale dichiarazione direttamente all'ufficio consolare:
    i professori ordinari, associati e a contratto e ricercatori universitari (D.P.R. n. 382/1980; Legge n. 240/ 2010), titolari di incarichi e contratti ai sensi dell'articolo 1, commi 12 e 14, della legge n. 230/2005, che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all'estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi (4 aprile), si trovano all'estero da almeno tre mesi, nonché, qualora non iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani all'estero, i loro familiari conviventi.
  • Devono presentare dichiarazione al comando:
    gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia impegnati nello svolgimento di missioni internazionali.
  • Devono presentare dichiarazione all'amministrazione di appartenenza:
    i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all'estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all'estero sia superiore a tre mesi.   

Se sono imbarcato?

 

I marittimi e gli aviatori fuori residenza per motivi di imbarco che abbiano fatto richiesta di votare nel Comune in cui si trovano sono ammessi a votare esibendo, insieme alla tessera elettorale: 1) il certificato del comandante del porto o del direttore dell'aeroporto, attestante che il marittimo o l'aviatore si trova nel porto stesso per motivi di imbarco, e che è nell'impossibilità di recarsi a votare nel Comune di residenza; 2) il certificato del Sindaco del Comune di imbarco, non oltre il giorno antecedente quello di votazione, attestante l'avvenuta notifica telegrafica della volontà espressa dal marittimo/aviatore di votare in tale Comune, fatta al Sindaco del Comune che ha rilasciato la tessera elettorale.

C'è un rimborso per chi, trovandosi all'estero, vuole tornare in Italia a votare?
Il rimborso del viaggio, pari al 75% del biglietto, è riservato a coloro che risiedono in stati in cui gli italiani ivi residenti non possono votare per corrispondenza ovvero laddove non sussistono le condizioni affinché il voto si svolga con modalità di eguaglianza, di libertà e riservatezza.

giovedì 10 febbraio 2011

Report riunione CRAP 9.2 - prox appuntamento mercoledì 16 febbraio ore 18‏

Inviando il report della partecipata riunione di ieri, ricordiamo a tutte/i la riunione di sabato 12 febbraio, per la costruzione della manifestazione nazionale del 26 marzo, e, sempre il 12, il consueto banchetto di Largo Argentina (segnarsi qui) che, la scorsa settimana, ha dato risultati positivi sia in termini di sensibilizzazione che di raccolta fondi.


Odg:
  • Costituzione “ufficiale” Comitato romano 2 Sì per l'Acqua Bene Comune
  • Mobilitazioni cittadine in vista degli "stati generali di Alemanno" (22-23 febbraio)
  • Prossimi eventi cittadini e assemblea pubblica
  • Autofinanziamento
  • Materiali
  • Costituzione “ufficiale” Comitato romano 2 Sì per l'Acqua Bene Comune
- scrivere una lettera/comunicato di invito ad una riunione in cui formalizzare la nascita del comitato referendario romano 2 Sì per l’Acqua Bene Comune, che ognuno può far girare per coinvolgere altre reti e soggetti.
  • Mobilitazioni cittadine in vista degli "stati generali di Alemanno" (22-23 febbraio)
- si è deciso di scrivere un comunicato del Crap di adesione alla manifestazione in vista degli "stati generali di Alemanno" (lo butta giù Cristiana nei prossimi giorni)
- si partecipa alla manifestazione del 19 febbraio rivolta agli "stati generali di Alemanno" portando lo striscione Crap e poi calando uno striscione sul referendum durante il percorso (pensare rapidamente alla possibilità di fare delle bandiere con il logo della campagna, che sono state richieste da più persone, ci saranno utili per le manifestazioni, per le sedi di associazioni, centri sociali, partiti, gruppi etc e poi da esporre alle finestre a ridosso del referendum tipo no tav)
  • Prossimi eventi cittadini e assemblea pubblica
- Per la manifestazione del 13 febbraio “se non ora quando” può essere utile andare a volantinare. Per chi è intenzionato ad andare già da domani i volantini dovrebbero essere disponibili in sede.
- bisogna iniziare a costruire l’iniziativa pubblica da fare a Roma su Acea e referendum. E' stato proposto di contattare Luca Martinelli per intervento sui soci occulti delle SPA ed organizzare un happening in un teatro: prima assemblea poi interventi di attori e musicisti, da decidere se farlo prima o dopo aver saputo la data del referendum. Da qualcuno è stato fatto notare come potrebbe essere meglio “giocarci” l'iniziativa dopo la manifestazione nazionale.
- promuovere momenti di formazione/autoformazione nei vari municipi. La segreteria sta ultimando il kit del buon “portatore d’acqua”, potremmo testarlo prima ad una riunione del Crap e poi portarlo in giro.
- fare una lista di persone disponibili ad andare a parlare laddove saremo invitati, per moltiplicare i volti del popolo dell’acqua e per non sovraccaricare sempre gli stessi. Si accettano proposte
- ristampare urgentemente le brochure per i banchetti. Domani (venerdì) il materiale già dovrebbe essere in sede.
- per la manifestazione nazionale i centri sociali Torre Acrobax Forte si mettono a disposizione del Forum e del Crap per preparare il camion di apertura della manifestazione, per evitare questa spesa al Comitato promotore, ma anche con l’obiettivo di coinvolgere i più nella costruzione materiale della scenografia del carro.
  • Autofinanziamento
- I soldi dei banchetti e delle iniziative (cene, proiezioni, etc. etc.) nei municipi verranno raccolti alle riunioni del Crap, da Concetta se possibile, che poi farà la sottoscrizione a nome del Crap. Tendenzialmente, nei municipi in cui sono state organizzate iniziative, la risposta è stata buona: forse l'autofinanziamento sta ingranando!
  • Materiali
Dalla segreteria è stato chiesto al Crap di produrre un "adesivo" da mettere su barattolo/bottiglia salvadanaio. Le nostre grafiche se ne possono occupare?
Per accertarvi della presenza dei materiali (brochure e volantini), potrebbero arrivare nel tardo pomeriggio,
contattate in sede 06.6832638


Buona serata, Andrea

COMUNICATO STAMPA: Se le privatizzazioni mettono l'acqua in mani occulte


COMUNICATO STAMPA
Se le privatizzazioni mettono l'acqua in mani occulte
Con la privatizzazione, possono diventare azionisti delle società di gestione del servizio idrico integrato anche soggetti i cui capitali sono di provenienza 'occulta'. Un esempio significativo è quello di F2i, il Fondo italiano delle infrastrutture, già socio della multiutility quotata Iren”.
Con queste parole il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua commenta l'inchiesta “Il fondo onnivoro”, pubblicato dalla rivista Altreconomia: “F2i - spiega l'articolo - è un Fondo di investimento che raccoglie 'risparmio' dai soci (sponsor) e da altri soggetti (Limited Partners), e lo investe in società quotate o no”. Tra gli sponsor del fondo, che ha una dotazione di quasi 1,9 miliardi di euro ed è amministrato da Vito Gamberale, figurano Cassa depositi e prestiti, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Merrill Lynch, Fondazione Mps, Fondazione Crt e altre fondazioni bancarie.
Accanto agli sponsor, che hanno sottoscritto 938 milioni di euro, ci sono 906 milioni di euro sottoscritti da 40 soggetti definiti “Limited Partners”, i cui nomi sono avvolti nella nebbia.
Tra questi, scrive Altreconomia, ci sarebbero “la Cassa previdenziale dei periti industriali (Eppi), quella dei ragionieri e periti commerciali e la Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense (avvocati), che ha sottoscritto 60 milioni di euro”. Gli altri 37 nomi di Limited Partners, spiega la rivista, sono sconosciuti. “La trasparenza non è d’obbligo - scrive Altreconomia -, nemmeno per una società che si propone come azionista dei gestori dei nostri servizi pubblici locali”, fra i quali il servizio idrico.
F2i, inoltre, è socia della multiulity Iren, e quindi indirettamente anche di numerosi enti locali. I più importanti tra questi sono i Comuni di Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Amministrazioni che, con il Fondo, hanno sottoscritto un accordo che prevede “un programma di partecipazione alle future gare ad evidenza pubblica per l’assunzione di partecipazioni ovvero la gestione di ulteriori ambiti territoriali”, e un patto parasociale che prevede che F2i possa esprimere 3 consiglieri d’amministrazione su 9 nella società congiunta, San Giacomo, con potere di esercitare veto nell’approvazione di determinate delibere, anche in merito alla modifica di alcune voci finanziarie del piano industriale e del budget.  
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, attivo in tutte le città interessate in vista dello svolgimento del referendum abrogativo per la ripubblicizzazione dell'acqua, preoccupato per il ruolo che questo Fondo potrà svolgere nel momento in cui il mercato dei servizi idrici sarà aperto alle gare di appalto, chiede ai consigli comunali degli enti locali che hanno sottoscritto questi accordi com'è possibile che abbiano accettato come socio un soggetto senza sapere chi ci ha messo i capitali. Uno schiaffo alla democrazia.



Roma, 10 febbraio 2011

mercoledì 9 febbraio 2011

H2SI

E' pronto il mini giornale dell'acqua!
Il suo nome è H2SI, e raccoglie alcune notizie interessanti del popolo dell'acqua. E' pensato per essere stampato su un A4 fronte retro e, quindi, dovrebbe essere abbastanza comodo da stampare e distribuire ai banchetti, nelle sedi o alle iniziative.
Lo potete scaricare al seguente link: http://www.referendumacqua.it/materiali/h2siN0.pdf



sabato 5 febbraio 2011

Perché dobbiamo opporci all´acqua privatizzata, Carlo Petrini su La Repubblica

Da La Repubblica di oggi:

“Fiumi battete le mani”, ha commentato Padre Zanotelli quando ha saputo che i quesiti referendari contro la privatizzazione dell´acqua erano stati accolti.
«Cittadini, battiamo un colpo», mi viene da dire dopo aver osservato per giorni la pressoché totale indifferenza di media e politici su questo tema.
La campagna referendaria è iniziata, ma non ce ne siamo accorti perché siamo insabbiati in questa politica di piccolissimo cabotaggio, che rema a fatica da una notiziola giudiziaria all´altra. Non è un caso se tra i quesiti referendari l´unico che ha avuto dignità di stampa è quello che chiede l´annullamento della legge sul legittimo impedimento.
Ma, come diceva Einstein, non possiamo pensare di risolvere i problemi con la stessa mentalità con cui li abbiamo creati. Abbiamo creduto che il mondo della politica fosse interamente e costantemente al servizio del bene pubblico. Quella politica ha prodotto una norma inaccettabile, che addirittura dimentica alcune leggi fondamentali del tanto amato libero mercato.
Sì, perché nel libero mercato si deve essere liberi di vendere ma anche di comprare. Le due controparti (la domanda e l´offerta) si possono influenzare reciprocamente, stanno in una sorta di rapporto paritario, o per lo meno presunto tale. Se tu alzi troppo i prezzi io non compro, e quando vedrai che nessuno compra allora abbasserai i prezzi. Questo può succedere solo se tu sei libero di vendere e io sono libero di comprare.
Ma se tu possiedi qualcosa di indispensabile per la mia stessa esistenza, allora la mia libertà di acquistare non esiste. L´acqua, l´aria, le sementi, la salute, l´educazione, la fertilità dei suoli, la bellezza dei paesaggi, la creatività…. non possono essere assimilate alla categoria delle merci.
Il diritto necessita di nuovi paradigmi per gestire i cosiddetti “beni comuni”. Se i beni comuni diventano proprietà di qualcuno, tutti gli altri, ad esclusione di quel “qualcuno” ne avranno un danno, la loro vita sarà in pericolo.
Ora, siamo a questo punto: esiste una norma che rende privatizzabile l´acqua e con quei referendum la possiamo cancellare. Occorre però che vadano a votare almeno la metà più uno degli aventi diritto al voto. Nelle ultime elezioni politiche gli aventi diritto erano circa 47 milioni. Mal contati, occorre che circa 25 milioni di cittadini italiani, si rechino a votare.
Ma prima di tutto questo occorre che siano informati, che sappiano dove informarsi, che si rendano conto che siamo nel bel mezzo di una campagna referendaria fondamentale. A chi affidiamo questo incarico? Quella che ha prodotto la legge sulla privatizzazione? Oppure all´informazione, quella che si lascia trascinare nelle sabbie mobili della politica?
Occorre iniziare a far da noi. “Uscirne da soli – diceva don Milani – è l´avarizia. Uscirne insieme è la politica”. Ecco, usciamone insieme da questo pantano, e creiamo, in ogni città, un nuovo soggetto politico, che faccia da punto di riferimento per la difesa dei beni comuni e l´informazione che li riguarda. Oggi lavorerà sull´acqua, ma le emergenze non scarseggiano: dalla cementificazione dilagante alle polveri sottili nell´aria alle lapidi fotovoltaiche sui campi fertili, dalle scuole senza carta igienica alle strade piene di immondizia.
La politica dei partiti non ce la fa. Non ha strumenti né energie, in questo momento, culturali o intellettuali, per una simile rivoluzione. Occorre che i cittadini si attivino. Senza bandiere, né raggruppamenti di sigle: non importa a nessuno sapere che berretto abbiamo sulla testa, importa sapere che pensieri abbiamo dentro la testa e che azioni sappiamo produrre. Chiamiamola Azione Popolare, come suggerisce Settis nel suo libro “Paesaggio, costituzione, cemento” (Einaudi), o in qualsiasi altro modo. Ma sbrighiamoci, perché abbiamo bisogno di queste nuove strutture, leggere, puntuali, attente, legate ai municipi, alle parrocchie alle bocciofile, non importa: basta che coagulino persone che agiscano come presidi di cervelli e cuori sui territori, nelle grandi città come nei borghi. Oggi si diano da fare per far sapere a tutti di cosa si sta parlando quando si parla di acqua pubblica, quali valori sono in gioco, quali pericoli sono in agguato. Il comitato promotore dei referendum “Acqua bene comune” ha fatto, finora, i miracoli. Quasi un milione e mezzo di firme raccolte e due quesiti su tre passati è un risultato straordinario. Adesso i territori si mobilitino, fino a quando non avremo la certezza che 25 milioni di italiani sono andati a votare: altrimenti i referendum non saranno validi. Poi, statene certi, quelle strutture non resteranno senza lavoro. Lo dico con un po´ di tristezza, perché in un mondo ideale non dovrebbero avere nulla da fare. Ma siamo nel mondo reale, e c´è tanto lavoro da fare perchè diventi il miglior mondo possibile.
Carlo Petrini, Slow Food

giovedì 3 febbraio 2011

Arsenico: REGIONE LAZIO, NON POSSIAMO DIRE QUALI SIANO I 20 COMUNI IN STATO D'EMERGENZA

ACQUA: REGIONE LAZIO, NON POSSIAMO DIRE QUALI SIANO I 20 COMUNI IN STATO D'EMERGENZA (AGENPARL) – Roma, 02 feb -
Il caso arsenico nell'acqua del Lazio si può risolvere con una nuova deroga che porti a 20 microgrammi per litro il limite consentito. E' quanto spiega l'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio. La richiesta di deroga bocciata il 28 ottobre scorso dalla Commissione europea, in seguito alla quale scoppiò il caso arsenico, chiedeva un innalzamento del limite fino a ben 50 microgrammi per litro. La nuova richiesta, invece, è per 20 microgrammi/litro ed è supportata dal fatto, spiegano all'assessorato, che tutte le altre Regioni italiane che l'hanno chiesta sono state accontentate. Non siamo deputati, spiegano inoltre dalla Regione, a dare informazioni su quali siano i 20 Comuni laziali per i quali il Consiglio dei Ministri dello scorso 17 dicembre ha dichiarato lo stato d'emergenza per i valori troppo alti di arsenico nell'acqua. Secondo l'assessorato, la Regione non può fare allarmismo ed è il sindaco di un comune il primo responsabile della salute pubblica che deve informare i cittadini sullo stato delle acque.

martedì 1 febbraio 2011

Acqua: la parola torna ai cittadini, al via la campagna referendaria


Mercoledì 2 febbraio – ore 11.30
presso la sede dell'FNSI, (Saletta primo piano) Corso Vittorio Emanuele II, 349

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale è certo che le cittadine e i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per decide sulla ripubblicizzazione dei servizi idrici. Prende dunque il via la campagna referendaria per l'acqua pubblica.

Mercoledì 2 febbraio, alle ore 11.30 il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune incontrerà i giornalisti per spiegare le fasi e le iniziative che metterà in campo di qui al voto. Verrà presentato il logo della campagna referendaria, scelto attraverso un sondaggio on-line a cui hanno partecipato migliaia di cittadini. Sarà illustrato il calendario delle iniziative, tra cui il Festival dell'acqua di San Remo, programmato nella città ligure negli stessi giorni del Festival della Canzone Italiana, e la Manifestazione Nazionale del 26 marzo a Roma.
Verranno spiegate le modalità della campagna di autofinanziamento che prevede, tra l'altro, la restituzione di quanto sottoscritto dai cittadini una volta ricevuto il rimborso elettorale. Nel fine settimana del 5-6 febbraio sono previste due giornate di mobilitazione nazionale dedicate proprio all'autofinanziamento.
Saranno inoltre illustrate le richieste avanzate al Governo per un provvedimento di moratoria sulle norme che privatizzano i servizi idrici fino al voto referendario e per l'accorpamento della data del voto a quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.
Coordina: Paolo Carsetti, Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune. Intervengono: Stefano Rodotà, giurista e tra gli estensori dei quesiti referendari; Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano; Margherita Ciervo, Comitato Referendario
2 Sì per l'Acqua Bene Comune.


Saranno presenti i rappresentanti del Coordinamento degli Enti Locali per l’acqua bene comune, comitati locali, associazioni, sindacati, ong e forze politiche che sostengono il referendum.

Roma, 1 febbraio 2011