mercoledì 22 novembre 2017

Giunta Zingaretti boicotta legge per l'acqua pubblica - Gli attivisti occupano Consiglio regionale




Oggi in un Consiglio regionale praticamente deserto sono state discusse le due interrogazioni presentate da M5S e Insieme per il Lazio con cui si chiedeva al Presidente Zingaretti e all'Ass.re Refrigeri cosa intendessero fare per attuare la legge regionale sull'acqua pubblica (L. R. 5/2014) a quasi 4 anni dalla sua approvazione, ovvero quando sarebbe stato approvato il provvedimento di definizione degli ambiti di bacino idrografico (ABI).

martedì 21 novembre 2017

#RiallacciaIlNasone, anche i bimbi lo chiedono!


Oggi i bambini e le bambine della scuola materna "la casa dei bimbi", nel cuore di Garbatella, si sono dati appuntamento al "nasone" davanti al cancello di scuola, per chiedere con disegni e filastrocche la sua apertura. "Se la riaprite, giurin giuretto, chiudiamo sempre il rubinetto!", si legge su uno dei cartelli. Come si fa a rispondere di no? 

mercoledì 25 ottobre 2017

Biltz in Campidoglio - Fiumi e laghi prosciugati dai profitti dei privati


ROMA – Mentre oggi andava in scena la cerimonia di chiusura del summit internazionale su Acqua e Clima alla Protomoteca del Campidoglio, associazioni e movimenti hanno chiesto con un flash mob alle istituzioni locali e nazionali misure concrete per la gestione comune e sostenibile delle risorse idriche, il rispetto della giustizia climatica e del diritto universale all’acqua.

martedì 3 ottobre 2017

Conferenza dei sindaci Ato2 - Dure critiche ad Acea

Ieri, 2 ottobre, si è svolta la conferenza dei sindaci dell'ATO2. Del ricco ordine del giorno è stato discusso solo un punto: quello sulla crisi idrica. Rimandata alla prossima convocazione l'approvazione del nuovo regolamento di utenza, la discussione sull'uso degli utili societari per investimenti sulla rete idrica e sull'istituzione del tavolo per la ripubblicizzazione del servizio idrico di Roma e Provincia. 

lunedì 25 settembre 2017

Dall'assemblea "Roma senz'acqua" parte l'ottobrata dell'acqua


Grazie a interventi di geologi, tecnici e attivisti abbiamo guardato la crisi idrica dal punto di vista scientifico, politico e gestionale. È emerso chiaramente come la componente atmosferica sia solo una delle cause che ha rischiato, e rischia ancora, di lasciare Roma senz'acqua: se è vero che i cambiamenti climatici fanno la loro parte, per farvi fronte c'è bisogno di una gestione idrica attenta agli sprechi, con una visione di lungo periodo e libera dai diktat delle quotazioni in borsa. 
Questa visione attualmente non c'è: la sbandierata riparazione delle perdite sulle condotte romane (più del 40% da decenni) oltre ad essere parziale, avrà breve durata, mentre Acea già guarda ad aumentare le captazioni presso altre sorgenti. Fonti che non sono inesauribili, come dimostra il disastro ambientale di Bracciano, la sofferenza della Valle dell'Aniene e dei Castelli Romani. Tutte zone "spremute" da Acea, la cui acqua si è persa, e continua a perdersi, nei sotterranei di Roma.  
Ma cambiare si può: la pressione popolare e mediatica di questa calda estate ha fatto fare piccoli passi a tutti i responsabili della crisi idrica: management di Acea, Giunta Raggi e Giunta Zingaretti. Piccoli passi che saranno inutili se non arriveranno ai traguardi che, ancora una volta, sembrano l'unico orizzonte possibile:

Avvio del tavolo per la ripubblicizzazione di Acea Ato 2 S.p.A.: unico mezzo per una gestione che sia nell'interesse dei cittadini.
Immediato blocco della distribuzione dei dividendi di Acea, fino a che le perdite sulla rete non saranno azzerate.
Immediato atto della Giunta Zingaretti che definisca i nuovi ambiti di bacino nella regione: da oltre 3 anni la Giunta blocca una proposta di gestione dell'acqua nel Lazio che contiene buona parte delle risposte ai problemi vissuti la scorsa estate. 

E evidente che per muovere le istituzioni in questa direzione serve una forte spinta dal basso, e il momento è adesso: a fine ottobre scadranno i 60 giorni di tempo che il Consiglio regionale ha dato alla Giunta per definire gli ambiti di bacino; a novembre Acea presenterà il piano industriale, si stanno conludendo pericolose fusioni, come quella tra Acea Ato 2 S.p.A. (Roma) e Acea Ato 5 S.p.A. (Frosinone).

Per questo è necessario lanciare un'ottobrata dell'acqua, con alcuni appuntamenti già in calendario: 
  • il 2 ottobre, alla Conferenza dei Sindaci dell'Ato 2, si discuterà il futuro di Acea Ato 2 S.p.A.: cittadini e comitati dovranno essere presenti e far sentire la propria voce in particolare a chi detiene il voto di maggioranza: la Sindaca Raggi;
  • a metà ottobre in Regione Lazio, per ricordare alla Giunta Zingaretti che non attuare la legge 5/2014 significa essere complici della prossima "crisi idrica";
Da subito: lancio della campagna per la riapertura dei "nasoni". La crisi estiva ha lasciato non solo un lago a secco, ma ha cancellato una traccia di civiltà: le fontanelle di Roma. 
Una scelta tutta politica, che non ha alcun peso nel mare di perdite e sprechi della rete. E se l'assessore capitolino Montanari non ha mantenuto la promessa di fermarne la chiusura, forse è necessario l'intervento dei cittadini, magari con l'aiuto di Super Mario: l'eroe che Roma ha già visto all'opera contro i distacchi idrici.


Qui è possibile trovare tutte le informazioni per segnalare i "nasoni! a secco.

giovedì 27 luglio 2017

Contro la crisi idrica dei privati, attuare la legge regionale




Lo stop ai prelievi dal lago di Bracciano: atto dovuto, ma conseguenza di malgoverno delle istituzioni e gestione privatistica dell’acqua

Lo stop ai prelievi dal lago di Bracciano era un atto dovuto, per varie ragioni a cominciare dal rispetto della concessione ad ACEA che prevede, appunto, lo stop delle captazioni quando il livello dell’acqua del lago scende al di sotto di un ben determinato valore che, di fatto, è stato superato di circa mezzo metro.
Questa decisione, imposta dalla Regione Lazio - “responsabile della concessione” - e le reazioni che ha suscitato mostrano inequivocabilmente quanto sia decrepito e dannoso l’attuale sistema di gestione dell’acqua e quanto sia urgente la sua riforma che, nel Lazio, è veramente a portata di mano: basta applicare la Legge 5 del 2014.

venerdì 7 luglio 2017

Chiusura dei “nasoni”: un'iniziativa cinica e inutile



I dati che stanno circolando sui media in questi giorni (diminuzione della disponibilità d'acqua, crollo delle precipitazioni e delle portate di fiumi e sorgenti, aumento delle temperature medie, diminuzione del livello dei laghi) fanno emergere in tutta la sua drammaticità l'acuirsi di una crisi idrica che, anche nella città di Roma, viene da lontano.

Una crisi che è il risultato del matrimonio tra il ciclo dell’acqua e il ciclo economico, dovuta ad una scarsità “man-made”, cioè prodotta dall'uomo. Per cui all'emergenza climatica globale si somma una decennale mancanza di pianificazione e investimenti infrastrutturali legata alla politica monopolistica e privatistica di ACEA che sottomette l'acqua alle regole del mercato, del profitto e della concorrenza.

Purtroppo il dibattito che si è sviluppato si basa su dati che non rispettano la realtà dei fatti e si serve dell'emergenza idrica come alibi per giustificare iniziative che risultano inappropriate, inefficaci e perfino ciniche.

In questo senso appare assurdo individuare una possibile soluzione nella chiusura dei “nasoni”.

Innanzitutto va denunciato come l'imposizione di una scelta del genere provochi drammatiche e preoccupanti conseguenze per le fasce più deboli della popolazione, a partire dai senza fissa dimora per i quali i “nasoni” costituiscono l'unica fonte di acqua necessaria alla sopravvivenza configurando così una lesione del diritto umano universale all'accesso all'acqua. Inoltre, i “nasoni” sono fonte di approvvigionamento per decine di migliaia di persone che, in alternativa, sarebbero costrette ad acquistare acqua in bottiglia aggravando l'impatto ambientale derivante dalla plastica da smaltire. In ultimo, come non tenere conto che le fontanelle romane sono spesso le uniche fonti di approvvigionamento per molte attività economiche, ad esempio per i mercati rionali.
Da questo punto di vista considerare questi come effetti collaterali ineluttabili ci dimostra il cinismo con cui si assumono alcune decisioni in città.

Ma in questa vicenda diverse altre cose non tornano. Per cui ci preme segnalare alcuni fatti e dati utili a comprendere di cosa si parla.

*L'approvvigionamento idrico della città di Roma è, sostanzialmente, garantito da 5 sistemi acquedottistici per un totale di 21,1 mc/s (metri cubi al secondo) di media, con possibilità di arrivare fino ad un massimo di 24/25 mc/s:
Peschiera-Le Capore: portata media pari a 13,5 mc/s, rispettivamente 9 mc/s per il Peschiera e 4,5 mc/s per Le Capore;
Acqua Marcia: portata media pari a 4,5 mc/s;
Nuovo Acquedotto di Bracciano - NAB: portata media pari a 1,1 mc/s;
Acquedotto Vergine: portata media pari a 0.4 mc/s;
Acquedotto Appio-Alessandrino: portata media pari a 1,6 mc/s.
(dati Acea Ato 2 S.p.A. del 23/5/2017, il documento è scaricabile al seguente link.).

Il 26 giugno si è riunito l'Osservatorio Permanente Usi Idrici del Distretto Appennino Centrale a cui partecipano: Ministero dell’Ambiente, l’Autorità di Distretto, le Regioni interessate, il dipartimento della Protezione Civile, gli Enti d’ambito del servizio idrico integrato, i gestori (tra cui Acea Ato 2 e Acqua Latina), l’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) e Assoelettrica (Associazione Nazionale delle Imprese Elettriche).
Questo è il comunicato diffuso al termine della riunione in cui in estrema sintesi:

- si è deciso di ridurre a 1.300 l/s il prelievo di Acea Ato 2 dal lago di Bracciano, invece dei 1600-1800 programmati per giugno e luglio;
- si è approvata la decisione della Regione Lazio di aumentare il prelievo dal Pertuso (acquedotto Simbrivio che approvvigiona soprattutto la zona dei Castelli) a 190 l/s;
- si è deciso di implementare la ricerca delle perdite su Roma;
- si è discussa della misura già in atto, ovvero la sostituzione di cinquanta chilometri di condutture a Roma;
- si è discusso della possibile chiusura dei nasoni a Roma (misura caldeggiata dal Ministro Galletti);
- si è “ricordata” alla Regione Lazio l’urgente necessità di provvedere all’esercizio dei poteri sostitutivi nei riguardi di quei Comuni che ancora non hanno trasferito gli impianti al gestore unico.

Il 29 Giugno il Presidente di Acea Ato 2 S.p.A. Saccani ha inviato una lettera alla Sindaca Raggi con cui ha comunicato “l’intenzione di attuare a decorrere dalla prossima settimana la chiusura temporanea e graduale di parte delle circa 2.800 fontanelle pubbliche” su Roma.
Obiettivi dichiarati:
- ottenere “una drastica riduzione delle portate erogate”, pur lasciando aperte quelle dove si effettuano prelievi per la potabilità;
- contenere il più possibile il prelievo dal lago di Bracciano.
Saccani si dice consapevole dei disagi che tale iniziativa può provocare, ma confida nella comprensione della Sindaca e in quella dei cittadini romani.

Ora, viste le drammatiche e preoccupanti conseguenze derivanti dalla chiusura dei nasoni in periodo estivo (rischio emergenza sanitaria, lesione del diritto umano universale all'accesso all'acqua) quali sarebbero i mirabolanti vantaggi che giustificano tale iniziativa?

I nasoni censiti su Roma sono circa 2.800 ed erogano in media circa 196 l/s di acqua (ossia 0,19 mc/s), ogni singolo "nasone" circa 0,07 l/s.

Se si chiudono gran parte dei nasoni, ovvero orientativamente 2.700:
- potenzialmente si riduce l'erogazione dello 0,9 % rispetto alla quantità d'acqua totale che arriva a Roma ogni secondo (21,1 mc/s). Quindi è evidente che non si ottiene “una drastica riduzione delle portate erogate”.
- “in teoria” si potrebbe ridurre il prelievo dal lago di Bracciano di circa il 14%. Quindi ben al di sotto del 20% dato che attualmente si indica come necessario per limitare la crisi del lago.

A questo punto la domanda sorge spontanea:
perché non si è presa in considerazione l'istallazione di rubinetti sui circa 2.800 “nasoni” presenti a Roma?
In fondo si tratterebbe di un investimento di poche migliaia di euro rispetto agli utili di decine di milioni di euro che annualmente produce Acea Ato 2 S.p.A. (circa 70 mln di € nel 2015) che per la quasi totalità (circa 90 %) non è reinvestito ma è prelevato come dividendo dalla casa madre Acea S.p.A..

In tale scelta si può parlare di complicità dell'Amministrazione perchè fino ad oggi non si è levata una sola voce critica, ne dalla Giunta o tanto meno dalla maggioranza a 5 Stelle.
Formalmente è vero che la decisione spetta al gestore, ma è possibile che l'Amministrazione comunale, essendo il socio più importante dell'azienda, subisca passivamente una scelta con implicazioni etiche, materiali e perfino simboliche tanto grandi senza eccepire alcunchè o fare un approfondimento per verificarne la reale efficacia?
Figuriamoci cosa potrà accadere quando Roma Capitale venderà le proprie quote (3,5%) di Acea Ato 2 S.p.A., e controllerà l'azienda solo indirettamente per tramite della casa madre Acea S.p.A., così come dichiarato pubblicamente a mezzo stampa dall'ingegner Paolo Simioni, coordinatore del gruppo di lavoro sulle società partecipate presso l'omonimo assessorato guidato da Colomban.

Evidentemente la chiusura dei “nasoni” ha permesso di dare un segnale forte, prettamente mediatico: piglio deciso e pugno duro contro gli sprechi anche se si lede un diritto universale!
Se questo è il nuovo corso di Acea c'è da rabbrividire.

Inoltre, sempre in questi giorni si sta facendo circolare il seguente dato: risparmio di 0,5 mc/s a seguito degli interventi sulle reti effettuati negli ultimi 45/60 giorni.
Ammettendo che le perdite a Roma sono di circa il 40 %, tale risparmio corrisponde a circa il 2,4 % di riduzione delle perdite. Se fosse vero, sarebbe un vero e proprio record di efficienza che in un anno porterebbe Roma al pari di altre città del nord Italia.
In realtà questo dato è una stima dei benefici che si potranno avere solo ed esclusivamente al termine di una serie di interventi programmati e attualmente in corso così come indicato dai dati Acea Ato 2 S.p.A. del 23/5/2017.
Per cui si distorce la realtà dei fatti sostenendo che già in questo momento si risparmiano 0,5 mc/s.

In sostanza ancora una volta si strumentalizza l'emergenza per altri fini che poco hanno a che vedere con la tutela del bene acqua e dei diritti della collettività.


Coordinamento Romano Acqua Pubblica

Note: Delle preoccupanti azioni intraprese per superare l'emergenza idrica nel Lazio, della legge regionale 5/2014 licenziata dal Consiglio regionale con voto unanime, che ha ad oggetto la “tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, ne parleremo all'assemblea pubblica: 


Mercoledì 12 Luglio 2017, ore 16.00 presso la Sede del Consiglio Regionale del Lazio, Via della Pisana, 1301

martedì 13 giugno 2017

Il 3 per cento



Anno domini 2015, a Roma comannava marino
Che nun era la vittoria del vino
Ma un sindaco d'a capitale del democratico partito
Che poi i suoi stessi sodali hanno ghigliottinato e poi e' sparito.

Nsomma quer sindaco poco duraturo s'era fatto n'idea
De venne i beni della città, acqua compresa, 
che amici de altri lidi chiamano na "cosa muy fea".

Ma di fronte a sta notizia noi s'arzamo in piedi e je strillamo
"A bello, sarai pure medico, ma d'a natura umana tu te ne freghi"
Per questo aripijamo le nostre 4 cianfrusaje e s'organizzamo
C'è stato il referendum, amo votato, nun te famo passa' manco si preghi.

Com'è, come nun e', marino l'amo fermato,
Che poi del resto pure alemanno c'aveva provato,
C'hanno na fissa o n'interesse, forse Caltagirone se l'e' comprati
Nun je interessa che mijoni hanno votato, l'acqua e i servizi devono da esse privatizzati.

Mo in tutta sta storia c'era na regazzetta, che stava all'opposizione,
E s'era schierata senza esitazione.
L'acqua e' di tutti, l'acqua nun se tocca
Me potessi cieca', la difenderemo con la lotta.

Sta pischelletta un poco in sordina, ha fatto carriera e s'è candidata,
Da oppositrice ha detto: "so pronta" e un po a casaccio e' stata votata.
Sta giovinetta se chiama Virginia, comanna da un anno ed e' 5 stelle, 
Di lei i suoi amici dicheno che e' na sindaca ribelle.

E questa c'ha fatto p'ave' sto appellativo? Volemo vede'?
Perché qua molti parlano come se c'avessimo el che!
Zitta zitta, st'amica del popolo e' entrata a palazzo,
E ha iniziato a mette le mani e nel giro de poco s'è capito l'andazzo.

Per primo ha scelto il consigliori, il signor marra
Che faceva impicci a destra e sinistra ed e' finito alla sbarra.
Poi ha detto, lo stadio che se magna terra e natura,
Avevo detto che nu se faceva, ma mo c'ho ripensato, nun e' più na fregatura.
Poi pijamo sta città che c'ha bisogno di decoro e de na pulitina,
Promuovo di maggio e caccio i migranti, finalmente un po de ordine e disciplina.
Poi ste associazioni e centri sociali pieni di sogni e belle speranze
A voi ve caccio e v'accollo i buffi delle casse comunali, senza senti lagnanze.
Poi faccio un deserto in città e metto a bando servizi, diritti e partecipazione,
tanto che me frega si ce perdono lavoratori e cittadini, e' colpa della vecchia amministrazione.
E poi mo basta, arriva l'estate e me so stancata,
Anzi no, un ultimo sforzo, me so ricordata, pure l'acqua va privatizzata!

Ma come virgì, t'eri sgolata contro marino e la sua fanfara
E mo presenti la stessa mozione para para?
Proprio la stessa che tu avevi osteggiato
Mo sei tu che venni l'acqua, t'avemo beccato!

La fissa nun passa, la fame e' vorace, 
i sordi so sordi e vorreste che co st'idea ce famo pace!
Ma allora dormivi, t'eri distratta durante le lezioni,
Noi ridemo e scherzamo, forse semo un po stanchi, ma mica cojoni!
Te lo dimo co le bone e na carezza e si ce tieni co le cattive e cor tacco
Da qui nun se movemo e annamo all'attacco.

Te lo ridimo na vorta pe tutte
Noi semo cocciuti, determinati più di un mulo,
Virgì, cambia idea, si no il calcio te lo damo ar culo!
De acqua semo fatti e pe questo e' de tutti,
E' fondamentale e uno dei nostri primi diritti.
Virgì, prendi n'appunto e nun te lo scordà:
l'acqua nun se vende, l'acqua se difende e te lo stamo a grida'!