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venerdì 18 luglio 2014

CS Lunedì la consegna delle firme per le 4 delibere di deLiberiamoRoma

Lunedì 21 luglio | h. 13.30
Piazza del Campidoglio


Consegna delle firme per le 4 delibere della campagna 
 deLiberiamoRoma


Acqua pubblica – patrimonio comune 
scuola pubblica – finanza sociale
per un nuovo modello di città
* * *

Dopo tre mesi di capillare lavoro di informazione, mobilitazione e raccolta firme a sostegno della campagna cittadina deLiberiamo Roma, lunedì prossimo 21 luglio il comitato promotore della campagna consegnerà in Campidoglio le oltre 32.000 firme raccolte a sostegno delle 4 proposte di delibera.

Una risposta che testimonia la necessità e l’urgenza, avvertite dai cittadini e dalle cittadine di Roma, di immaginare modelli di gestione dei servizi essenziali e del patrimonio cittadino e meccanismi di finanza sociale virtuosa che coniughino risposte concrete alla crisi attuale e aprano spazi di partecipazione popolare nelle decisioni che riguardano la città.

Le quattro delibere di iniziativa popolare riguardano acqua pubblica, uso sociale del patrimonio immobiliare abbandonato, scuola pubblica e finanza sociale, ciascuna sottoscritta da più di  8.000 firme. Quattro proposte frutto di un lungo processo di partecipazione, consultazione e coinvolgimento di realtà sociali, comitati di quartiere, spazi autogestiti, cittadini.  La connessione tra queste delibere disegna un diverso modello complessivo di città, che ha come priorità la drammaticità delle condizioni sociali provocate dalla gestione iniqua della crisi, e apre a una prospettiva politica alternativa a quella del Salva Roma.

A promuovere la campagna è una vasta coalizione di associazioni, comitati, organizzazioni e spazi sociali tra cui CRAP - Coordinamento Romano Acqua Pubblica, rete Patrimonio Comune, Comitato art. 33 Roma e Forum per una nuova finanza pubblica e sociale, che da anni lavorano sul territorio cittadino. Oltre alla raccolta firme per la proposizione delle quattro delibere, la campagna ha promosso in questi mesi azioni informative, di sensibilizzazione e di mobilitazione.

Tre mesi fa, il 22 aprile, per il lancio della campagna, fu liberato simbolicamente per alcune ore il prestigioso Palazzo Nardini, a pochi passi da Piazza Navona, palazzo storico ed ex-Governatorato pontificio chiuso da 30 anni e restituito per alcune ore allo stupore dei residenti e dei passanti per la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa e per la partenza del nutrito corteo che accompagnò il comitato promotore in Campidoglio per la consegna dei testi delle delibere.

Tre mesi, centinaia di banchetti e 30.000 firme dopo, ci ritroviamo nuovamente sotto la statua di Giulio Cesare per consegnare le firme necessarie a indurre il Consiglio Comunale a discutere di temi sentiti come prioritari dal corpo sociale della città ma non dal governo cittadino.

Tre mesi in cui le risposte date dall’amministrazione comunale alle istanze sociali sono state inesistenti. Molti spazi sociali della città sono sotto attacco: lo testimoniano gli sgomberi di Angelo Mai, Pachamama, Neetblock, Godot e Volturno, delle occupazioni abitative tra cui Hertz, via delle Acacie, Montagnola, i feroci attacchi sferrati al teatro Valle, gli articoli della stampa che parlano di altri 60 sgomberi pronti entro l’estate. Se venissero approvate ed implementate, le 4 delibere permetterebbero di migliorare la qualità del servizio idrico, di utilizzare il patrimonio edilizio abbandonato per dare risposta ai bisogni di casa, lavoro, e cultura, di garantire scuole per l'infanzia a tutti i bambini oggi esclusi, di escludere dal patto di stabilità gli investimenti per i servizi.

Si tratta di un deciso cambio di passo rispetto all’idea di città orientata al rigido rispetto dei vincoli europei e del patto di stabilità, attraverso dismissioni, svendite, privatizzazioni.

Con la consegna delle firme, si apre la seconda fase della campagna: ottenere che il consiglio comunale discuta e approvi le delibere in autunno, per questo continueremo sul piano della mobilitazione e dell’allargamento sociale. Depositate le firme, a partire da settembre, alla riapertura dei lavori del Consiglio, saremo ancora qui. 


deLiberiamo Roma!


Comitato Promotore deLiberiamo Roma



lunedì 9 giugno 2014

RICOMINCIO DA TRE... A tre anni dalla vittoria dell'acqua pubblica, è ora di deLiberare Roma!


Il 12-13 giugno 2011 più di 26 milioni di italiani dicevano sì per fermare le privatizzazioni dei servizi pubblici locali, una vittoria che tutti i governi hanno provato a cancellare, e che oggi è nuovamente sotto attacco. 

Una vittoria che ha però scavato a fondo nei cuori di milioni di persone, convinte oggi come tre anni fa che su acqua e beni comuni non si debbano fare profitti.

Per questo è partita la campagna “de-Liberiamo Roma”: quattro delibere di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione di Acea, l'uso sociale del patrimonio immobiliare abbandonato, la scuola pubblica e la finanza sociale. 

Per liberare Roma dalla speculazione privata, utilizzando invece le sue molteplici ricchezze per la collettività.

L'appuntamento è alle 20.30 in Piazza Sauli, per accogliere insieme l'arrivo del corteo per la cultura. 

A seguire:
ore 21.00 Concerto della Banda Jorona
ore 22.00 Esibizione dei Letizia Drums 
ore 23.00 Djset 

Vi aspettiamo!

giovedì 5 giugno 2014

Assemblea soci Acea: ascolta Marino, riduce Caltagirone, e continua ad ignorare il diritto all'acqua



Questa mattina cittadini e lavoratori di Acea hanno presidiato l'assemblea dei soci che, tra i punti all'ordine del giorno, ha discusso la composizione del consiglio direttivo.

All'ingresso abbiamo ironicamente consegnato a tutti i soci un CV collettivo, per ribadire che l'Acea che vogliamo deve essere non solo pubblica, ma partecipata da cittadini e lavoratori e libera da logiche di profitto.

L'andamento dell'assemblea ha invece confermato come una SpA consideri l'acqua una merce qualunque e non un diritto umano, è stato infatti ribadito, proprio dallo stesso Marino, che il primo obiettivo dell'azienda è massimizzare i profitti, mentre Suez e altri azionisti privati ribadivano la necessità di fare scelte in linea con i desideri dei mercati sottolineando che il prossimo Ad di Acea “non debba essere influenzato dal Comune di Roma”.

C'è quindi poco da esultare per l'approvazione della riduzione dei membri del cda da 9 a 7 e della presenza di un solo consigliere espressione del gruppo Caltagirone, perché le parole d'ordine dell'azienda rimangono “mercato e profitti”. 

Troppe le questioni cruciali completamente assenti dalla discussione e dagli interessi dei soci: il progressivo peggioramento del servizio a fronte dell'aumento dei dividendi, i distacchi che lasciano a secco intere famiglie per poche decine di euro di morosità incolpevole, depuratori sequestrati e non funzionanti, appalti esterni “poco chiari”... e l'elenco è ancora lungo e supera i confini nazionali. 

Dai cittadini in presidio sono state infatti ricordate al Sindaco Marino le oltre 7.000 firme raccolte contro l'accordo Acea-Mekorot e con le quali si chiede di seguire l'esempio della Vitens, il primo operatore idrico dell'Olanda, che ha cancellato un analogo accordo con la Mekorot per le violazioni del diritto internazionale compiute negando il diritto all'acqua in Palestina.

Da tempo sosteniamo, insieme ai milioni di cittadini che hanno detto sì all'acqua pubblica, che l'unica strada per garantire il diritto all'acqua sia quella di una gestione pubblica e partecipata.
Per questo stiamo promuovendo con altre realtà cittadine la campagna “de-Liberiamo Roma”: quattro delibere di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione di Acea, l'uso sociale del patrimonio immobiliare abbandonato, la scuola pubblica e la finanza sociale. 

A tre anni dalla vittoria referendaria che ha fermato la definitiva privatizzazione dei servizi pubblici locali, è il momento di liberare Roma dalla speculazione su quelli che sono beni comuni, ed utilizzare invece le sue molteplici ricchezze nell'interesse della collettività.

Roma, 5 Giugno 2014

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

sabato 31 maggio 2014

Acea bene comune: siamo tutti consiglieri!


Presidiamo l'assemblea dei soci di Acea SpA
Giovedì 5 giugno ore 9.30 presso “La Fornace”
Centrale di Tor di Valle, Via dell'equitazione 32

Da mesi assistiamo ad un botta e risposta tra l'amministrazione Acea e il suo primo azionista, il Comune di Roma, tutto incentrato su ipotetici cambiamenti nei vertici aziendali, tra rimpalli di nomi e ricerca di alleanze tra il Campidoglio e i maggiori azionisti privati: Suez e Caltagirone.

Da questo dibattito sono però assenti troppe questioni cruciali: il progressivo peggioramento del servizio a fronte dell'aumento dei dividendi di azionisti e manager, i distacchi che lasciano a secco intere famiglie per poche decine di euro di morosità, i depuratori sequestrati e non funzionanti, appalti esterni “poco chiari”... e l'elenco è ancora lungo.

A noi quindi non interessa il vertice, ma la base: quei milioni di persone che hanno detto sì all'acqua pubblica e che hanno diritto all'accesso ad un acqua pubblica e di qualità.

Per questo in occasione dell'assemblea dei Soci di Acea SpA consegniamo provocatoriamente agli azionisti il “nostro” Curriculum, perché l'Acea che vogliamo è non solo pubblica, ma partecipata da cittadini e lavoratori e libera da logiche di profitto.

Per questo stiamo promuovendo con altre realtà cittadine la campagna “de-Liberiamo Roma”: quattro delibere di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione di Acea, l'uso sociale del patrimonio immobiliare abbandonato, la scuola pubblica e la finanza sociale. 

Per liberare Roma dalla speculazione privata, utilizzando invece le sue molteplici ricchezze per la collettività.

Partecipa alla campagna "siamo tutti consiglieri!":