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martedì 9 maggio 2017

La Giunta Raggi sgombera di nuovo il Rialto




Oggi 9 maggio 2017 l’Amministrazione comunale di Roma ha di nuovo sgomberato il Rialto.

Infatti, questa mattina operanti del commissariato Trevi Campo Marzio, Vigili Urbani e Dirigenti del Dipartimento Patrimonio e dell’Assessorato alla Cultura hanno ripreso possesso dell’intera struttura.

Appare chiaro che, nonostante le dichiarazioni di rito, la Giunta Raggi intende con forza far cessare le esperienze di questo luogo di partecipazione democratica e di cultura indipendente.

La cosa assume contorni foschi e gravi in quanto questa ennesima azione di forza avviene a tre giorni dalla manifestazione #RomaNonSivende promossa da realtà sociali cittadine che ha invaso con oltre diecimila persone le strade di Roma.

Oggi non ci sono più scuse che tengono:

Non la Corte dei Conti che ha chiarito tramite sentenza la giustezza delle assegnazioni del patrimonio indisponibile del Comune di Roma alle realtà sociali;

Non il prevalere delle burocrazie che al contrario si muovono solo su input della politica;

Non la possibilità di addivenire ad una soluzione in quanto da tempo definita dal Consiglio comunale e mai attuata;

Non la Procura della Repubblica che dissequestra e riconsegna il bene al Comune su istanza di quest’ultimo;

La responsabilità è tutta politica della giunta Raggi, del suo Sindaco e degli Assessori coinvolti, Mazzillo e Bergamo.

Infine, consideriamo vergognoso e da vecchie pratiche di una politica che non poteva altro che portare a Mafia Capitale, vedere sul sito del Comune un bando di assegnazione per associazioni che si occupano guarda caso di acqua e beni comuni pubblicato proprio il giorno prima di questo nuovo sgombero.

Questo palazzone ha resistito all'abbandono solo grazie alla realtà che da decenni vi svolgono le proprie attività: dalla musica popolare, al teatro indipendente, alle battaglie per l'acqua pubblica. Già, proprio la “prima stella” della Giunta capitolina, sulla quale già la Giunta stessa ha dimostrato di brillare ben poco.

Ma la ricchezza di questo spazio e le connessione che si sono create in questi anni con tante altre realtà cittadine non si fermeranno davanti a una catena e nemmeno davanti a un muro.

Diamo appuntamento a tutte e tutti alle 14.00 in Campidoglio per partecipare al Consiglio comunale che discuterà proprio del tema dell’utilizzo del patrimonio pubblico.

Roma, 9 Maggio 2017.


#Rialtoliberato

venerdì 13 marzo 2015

Gli spazi sociali sono una risorsa e non si toccano




Un centinaio di precari, studenti, disoccupati e attivisti dei centri sociali e della rete per il Diritto alla Città si sono presentati all'Assessorato al Patrimonio per incontrare l'Assessore Alessandra Cattoi.

Al loro arrivo peró le porte sono state sbarrate e gli impiegati si sono chiusi dentro rifiutando qualsiasi contatto.
È stato perciò occupato simbolicamente l'ingresso dell'assessorato. Si pretendeva questo incontro dopo una serie di impegni che l'assessorato si era assunto nei confronti degli stessi a cui non ha mantenuto fede.
Infatti negli incontri precedentemente svoltisi l'assessore si era assunto impegni e responsabilità che ha uno dopo l'altro disatteso, proponendo scuse e mentendo consapevolmente rispetto alle soluzioni possibili e sugli atti firmati dallo stesso assessorato.

Dopo ore di attesa l'unica risposta che si riesce a ricevere è che "la segretaria si sta sinceramente impegnando" ma non si riesce a contattare l'assessore ne nessuno che possa assumersi una qualche responsabilità politica.
Questa è caratteristica ormai costante del Comune della giunta Marino, che non affronta la propria incapacità politica, nascondendosi dietro la burocrazia e di un'amministrazione impantanata, piegandosi in modo subalterno a banche e Corte dei Conti.

Riteniamo che questa giunta e il suo sindaco sono distanti dalle esigenze dei territori e di quella città che ogni giorno lottano per resistere alla crisi, alla violenza dei poteri forti.

La giornata si chiude con l'impegno a non procedere con alcuno sgombero e con la data per un incontro, il 24 marzo ore 10 in Campidoglio, con Decina, Cattoi, Granieri, Nieri, Panecaldo, Peciola, Giansanti, Caprari.

Saremo attenti, non sarà un assessore impotente o una giunta che non sa fare politica a distruggere e mettere a rischio percorsi reali, radicati in questa città da decenni, esperienze che ogni giorno combattono la crisi!

Roma, 13 marzo 2015.

Rete per il Diritto alla Città
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mercoledì 11 febbraio 2015

CS Diciamo No al tentativo di chiusura del Rialto Santambrogio


Diciamo No al tentativo di chiusura del Rialto Santambrogio


In data 28 Gennaio il Dipartimento Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione di Roma Capitale ha inviato a tutte le realtà che hanno sede al Rialto Santambrogio una lettera di recupero coatto dell'immobile, concedendo 30 giorni per “abbandonare” la struttura. Una vera e propria intimidazione atta allo sgombero di uno spazio legalmente assegnato e per ciò tutelato nella sua attuale destinazione d’uso a scopi sociali e culturali.

La motivazione addotta dal Dipartimento Patrimonio fa riferimento ad una non chiara riunificazione degli spazi con la contigua Sovrintendenza. Ciò assume i contorni di una mistificazione della realtà, se si legge alla luce della delibera attualmente in discussione in assemblea capitolina, con cui la stessa Amministrazione mette in vendita un cospicuo numero di immobili tra cui anche il complesso monumentale del Sant'Ambrogio della Massima.

Intendiamo denunciare con forza come questo atto si pone l'obiettivo di cancellare un luogo pubblico, non statale, centro di sperimentazione culturale e sociale e per tanto svincolato dal mero fattore economico.

Ci spiace anche dover rilevare come questa vicenda non sia isolata, ma si inserisca in una serie di analoghi provvedimenti che stanno colpendo altri spazi sociali della capitale.

Ci teniamo anche a sottolineare come negli anni centinaia tra artisti, performer, compagnie teatrali, organizzazioni culturali, musicisti e scrittori hanno potuto cimentarsi e crescere grazie a un posto come il Rialtoccupato e il Circolo Gianni Bosio. Così come è importante segnalare che l'immobile di Via Sant'Ambrogio n.4 è ancora oggi sede dell'Associazione Acqua Bene Comune Onlus struttura organizzativa del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua che tra il 2010 e il 2011, insieme ad un'ampia coalizione sociale, ha promosso i referendum per l'acqua pubblica svolti il 12 e 13 giugno 2011. Gli spazi occupati da codesta realtà sono stati sede legale del Comitato Promotore per il Sì ai Referendum per l'Acqua Pubblica, un'esperienza di straordinaria partecipazione democratica che ha portato a far esprimere 27 milioni di cittadini a favore di una gestione pubblica dell'acqua e dei servizi pubblici locali.

Ora è evidente che questi sono valori sociali e democratici che andrebbero non solo tutelati ma incentivati da chi ha l'onere di gestire la cosa pubblica, come si chiede da tempo alla politica capitolina.

Lo stabile del Sant’Ambriogio della Massima ospita dal 2000, tramite legittima Ordinanza del Sindaco n.29 e n.30, l’Associazione Culturale Rialtoccupato e numerose altre associazioni che nel tempo hanno utilizzato e ne utilizzano gli spazi.

Una storia particolarmente complessa: una chiusura tramite sequestro preventivo operato nel marzo 2009 e durata 5 anni, a cui sono seguiti tre processi penali con nove capi di imputazioni e altrettante assoluzioni culminate col dissequestro ordinato dal Tribunale di Roma il 19 Febbraio 2014; l'inefficienza della Amministrazione capitolina incapace fino adesso di attuare una delibera vigente del 2004 che prevede il trasferimento delle associazioni tutte presso l'ex autoparco dei Vigili Urbani di Viale delle Mura Portuensi, comportando oggi una situazione che va chiarita e non demandata a tecnicismi amministrativi o ad altri organi repressivi dello stato.

Per queste ragioni non intendiamo rassegnarci al diktat dell'amministrazione e abbiamo richiesto un incontro urgente con il Sindaco Marino e l'Ass.re al Patrimonio Cattoi al fine di individuare una soluzione positiva a tale questione e dare attuazione all’iniziativa intrapresa 10 anni fa per la valorizzazione di questa esperienza di socialità. Annunciamo sin da subito che qualora non ci fossero riscontri in tempi brevi siamo pronti a mobilitarci e a mettere in campo una campagna di sensibilizzazione e informazione.

Roma, 11 Febbraio 2015


Associazione Rialtoccupato, Ass. ARCI Roma, Circolo Gianni Bosio, Associazione Acqua Bene Comune Onlus, Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, Associazione Trasform! Italia, Forum Ambientalista, Associazione STALKagency, I.I.C.A. - Istituto Internazionale Consumo e Ambiente, AUSTEL - Associazione Utenti Servizi Telefonici, ADP - Associazione Diritti Pedoni di Roma e Lazio, Cammina Citta’ - Federazione Italiana Diritti Pedoni e Salvaguardia Ambiente, Associazione Attac Italia.



venerdì 24 ottobre 2014

Diritti e partecipazione riempiono il vuoto della Casa della Città del Comune di Roma


Ieri alla Casa della città del Comune di Roma si è svolta una partecipata assemblea convocata da deLiberiamo Roma per discutere in maniera aperta di patrimonio pubblico, acqua, scuola e finanza pubblica, in risposta alla chiusura della giunta comunale, che non si è presentata alla discussione prevista sugli stessi temi alla Sala della Protomoteca in Campidoglio il 3 ottobre scorso. 
Durante l’assemblea è arrivato il vice sindaco Luigi Nieri, con l’intento di dare il benvenuto alle più di trecento cittadine e cittadini presenti. Abbiamo colto l’occasione per chiedere le intenzioni della giunta riguardo le 4 delibere di iniziativa popolare sottoscritte da 32.000 persone che, invece di essere in discussione in Giunta, giacciono in qualche cassetto in Campidoglio. Nonostante il sorriso rassicurante, le risposte del Vicesindaco sono purtroppo rimaste simili al silenzio istituzionale che ha finora riguardato i nostri temi. Caso eccezionale di silenzio dissenso.
Abbiamo chiesto delle parole chiare sull’acqua, rispetto alle recenti dichiarazioni di Marino di voler seguire il percorso già tracciato da Alemanno privatizzando ulteriormente Acea, e riguardo alle migliaia di distacchi idrici che Acea in questi giorni sta attuando nella nostra città.
Successivamente, alla richiesta di discussione sulla delibera del Patrimonio da noi presentata , Nieri ha chiuso ogni possibilità di dialogo affermando che l’amministrazione ha già espresso un opinione sull’argomento accogliendo la delibera da lui elaborata in qualità di assessore.
Come al solito, la risposta amministrativa è stata totalmente mancante di una connessione reale coi temi della politica sociale e di una effettiva collaborazione con la cittadinanza.
Come dire, partecipate, che tanto poi non se ne fa nulla.
È questo infatti il punto della questione: la crisi democratica. Un’Amministrazione strozzata dal mito della crisi, del fiscal compact e della modifica dell’articolo 81 della Costituzione, che decide di rispettare tutte le regole che vengono dall’alto ma di non considerare la volontà dei cittadini, che chiede, semplicemente, di vedere garantiti alcuni diritti inalienabili, almeno finora: quello all’acqua, all’istruzione, alla casa e a spazi aperti alla partecipazione della cittadinanza. Il tutto garantito da un’economia funzionale al mantenimento di tali diritti. La domanda è: la borsa o la vita? Questa è la scelta a cui gli uomini politici non come meri amministratori burocrati vorremmo rispondessero.

venerdì 18 luglio 2014

CS Lunedì la consegna delle firme per le 4 delibere di deLiberiamoRoma

Lunedì 21 luglio | h. 13.30
Piazza del Campidoglio


Consegna delle firme per le 4 delibere della campagna 
 deLiberiamoRoma


Acqua pubblica – patrimonio comune 
scuola pubblica – finanza sociale
per un nuovo modello di città
* * *

Dopo tre mesi di capillare lavoro di informazione, mobilitazione e raccolta firme a sostegno della campagna cittadina deLiberiamo Roma, lunedì prossimo 21 luglio il comitato promotore della campagna consegnerà in Campidoglio le oltre 32.000 firme raccolte a sostegno delle 4 proposte di delibera.

Una risposta che testimonia la necessità e l’urgenza, avvertite dai cittadini e dalle cittadine di Roma, di immaginare modelli di gestione dei servizi essenziali e del patrimonio cittadino e meccanismi di finanza sociale virtuosa che coniughino risposte concrete alla crisi attuale e aprano spazi di partecipazione popolare nelle decisioni che riguardano la città.

Le quattro delibere di iniziativa popolare riguardano acqua pubblica, uso sociale del patrimonio immobiliare abbandonato, scuola pubblica e finanza sociale, ciascuna sottoscritta da più di  8.000 firme. Quattro proposte frutto di un lungo processo di partecipazione, consultazione e coinvolgimento di realtà sociali, comitati di quartiere, spazi autogestiti, cittadini.  La connessione tra queste delibere disegna un diverso modello complessivo di città, che ha come priorità la drammaticità delle condizioni sociali provocate dalla gestione iniqua della crisi, e apre a una prospettiva politica alternativa a quella del Salva Roma.

A promuovere la campagna è una vasta coalizione di associazioni, comitati, organizzazioni e spazi sociali tra cui CRAP - Coordinamento Romano Acqua Pubblica, rete Patrimonio Comune, Comitato art. 33 Roma e Forum per una nuova finanza pubblica e sociale, che da anni lavorano sul territorio cittadino. Oltre alla raccolta firme per la proposizione delle quattro delibere, la campagna ha promosso in questi mesi azioni informative, di sensibilizzazione e di mobilitazione.

Tre mesi fa, il 22 aprile, per il lancio della campagna, fu liberato simbolicamente per alcune ore il prestigioso Palazzo Nardini, a pochi passi da Piazza Navona, palazzo storico ed ex-Governatorato pontificio chiuso da 30 anni e restituito per alcune ore allo stupore dei residenti e dei passanti per la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa e per la partenza del nutrito corteo che accompagnò il comitato promotore in Campidoglio per la consegna dei testi delle delibere.

Tre mesi, centinaia di banchetti e 30.000 firme dopo, ci ritroviamo nuovamente sotto la statua di Giulio Cesare per consegnare le firme necessarie a indurre il Consiglio Comunale a discutere di temi sentiti come prioritari dal corpo sociale della città ma non dal governo cittadino.

Tre mesi in cui le risposte date dall’amministrazione comunale alle istanze sociali sono state inesistenti. Molti spazi sociali della città sono sotto attacco: lo testimoniano gli sgomberi di Angelo Mai, Pachamama, Neetblock, Godot e Volturno, delle occupazioni abitative tra cui Hertz, via delle Acacie, Montagnola, i feroci attacchi sferrati al teatro Valle, gli articoli della stampa che parlano di altri 60 sgomberi pronti entro l’estate. Se venissero approvate ed implementate, le 4 delibere permetterebbero di migliorare la qualità del servizio idrico, di utilizzare il patrimonio edilizio abbandonato per dare risposta ai bisogni di casa, lavoro, e cultura, di garantire scuole per l'infanzia a tutti i bambini oggi esclusi, di escludere dal patto di stabilità gli investimenti per i servizi.

Si tratta di un deciso cambio di passo rispetto all’idea di città orientata al rigido rispetto dei vincoli europei e del patto di stabilità, attraverso dismissioni, svendite, privatizzazioni.

Con la consegna delle firme, si apre la seconda fase della campagna: ottenere che il consiglio comunale discuta e approvi le delibere in autunno, per questo continueremo sul piano della mobilitazione e dell’allargamento sociale. Depositate le firme, a partire da settembre, alla riapertura dei lavori del Consiglio, saremo ancora qui. 


deLiberiamo Roma!


Comitato Promotore deLiberiamo Roma