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mercoledì 1 luglio 2015

Giovedì #2Luglio - Contro la Mafia (del) Capitale, No ad #Acea SpA, sì all'acqua "Comune"



Giovedì 2 Luglio diversi nodi verranno al pettine su Acea SpA, sia in Comune che in Regione.

Sarà infatti una giornata in cui si parlerà di diritto all'acqua, di Acea e delle sue mire espansioniste sul Lazio e sul Centro Italia, di milioni di cittadini che nel 2011 hanno detto sì all'acqua bene comune, e che oggi rischiano il distacco dell'acqua anche per una sola bolletta non pagata.

Il consiglio comunale di Roma dovrà pronunciarsi su 4 proposte di iniziativa popolare, tra cui quella di ripubblicizzazione del gestore idrico di Roma e Provincia, mentre alla Pisana un convegno sulla futura organizzazione regionale del servizio idrico chiederà all'assemblea regionale di scegliere sull'acqua: difendere la legge regionale per l'acqua pubblica, o piegarsi ai desiderata di Acea SpA. 

Due appuntamenti in contemporanea, dalle 15.00 in poi, che meritano entrambi attenzione, perché è proprio nella partecipazione dal basso che si trovano gli anticorpi contro quegli intrecci mafiosi che rischiano, nonostante le dichiarazioni di facciata, di continuare a proliferare.

E' il momento di scegliere tra i diritti e la Mafia (del) Capitale.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica


Gli appuntamenti di domani 2 luglio

- Convegno: Acqua nel Lazio: un affare per Acea SpA o un bene comune?
ore 15.00 Sala Mechelli della Regione Lazio - Via della Pisana 1301
https://www.facebook.com/events/112709002398989/

La Rete sociale DeLiberiamoRoma domani alle 15.00 sarà di nuovo in aula Giulio Cesare, Campidoglio, per sostenere le 4 delibere e chiama tutti alla partecipazione
http://www.deliberiamoroma.org/

lunedì 12 gennaio 2015

Roma 13/1- mentre i cittadini chiedono di ripubblicizzare, la giunta intende privatizzare.

Diritto all'acqua: martedì 13 l'assemblea capitolina chiamata a decidere da che parte stare

Martedì prossimo l'assemblea capitolina discuterà la proposta di inziativa popolare sulla ripubblicizzazione della gestione dell'acqua a Roma, insieme ad altre 3 delibere su scuola, finanza e patrimonio pubblici.
Una proposta dal basso, nata per attuare la volontà popolare espressa nei referendum di giugno 2011 e ripresa dalla legge regionale n°5: fuori l'acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua.
Tra i provvedimenti recentemente approvati dalla giunta in tema di bilancio compare però la vendita del 3,54% di ACEA ATO2 S.p.A.. Questo significa che il Comune di Roma non avrebbe più la maggioranza delle azioni del gestore idrico della città: mentre I cittadini chiedono di ripubblicizzare, la giunta intende privatizzare.
La domanda quindi è: l'assemblea capitolina saprà cogliere quest'occasione, schierandosi dalla parte dei cittadini o si mostrerà schiava delle logiche di mercato che governano ACEA?Non si tratta solo (si fa per dire) di ideologia, perchè ACEA in questi ultimi mesi ha saputo dimostrare ai romani cosa significa gestire l'acqua in forma privatistica: migliaia di distacchi a settimana, anche per piccole morosità, senza alcuna salvaguardia per bambini, anziani o disabili. Per questo diversi cittadini hanno scelto di rivolgersi a Super Mario: l'idraulico che riporta l'acqua a chi viene colpito dai distacchi di ACEA.
Ma se questo non basta, ecco arrivare l'accordo con Equitalia per la riscossione delle bollette insolute. Un’ulteriore operazione vessatoria nei confronti degli utenti, accompagnata dai pesantissimi conguagli che molti cittadini si sono visti recapitare a fine 2014. ACEA ATO2 si è infatti accorta di aver incassato meno di quanto previsto, anche perchè i romani hanno imparato a consumare meno acqua. La soluzione? Far pagare questa differenza agli utenti, partendo addirittura dalle somme relative al 2006! Un giochetto che farà entrare nelle casse di Acea circa più di 50 milioni di euro nel solo 2015.
Ma come vengono usati questi soldi? Investiti per migliorare il servizio o le condizioni dei lavoratori? Utilizzati per tutelare le fasce più deboli? O per migliorare la depurazione? Sembrerebbe di no, date le continue lamentele non solo degli utenti, ma anche dei Sindaci della provincia di Roma, che segnalano decine di opere promesse e mai concluse. Quelli che certamente godono di ottima salute sono i profitti degli azionisti, in continuo aumento.
E allora il Comune di Roma ha il dovere di esercitare il suo potere, politico e societario, per garantire il diritto all'acqua e alla salute, oggettivamente messo in discussione dall'attuale gestione.
Per far sì che la voce dei cittadini venga ascoltata, tutte e tutti al Campidoglio martedì 13 Gennaio alle 14.00 per assistere alla discussione della delibera d'iniziativa popolare.
Roma, 12 Gennaio 2015.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica
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venerdì 24 ottobre 2014

Diritti e partecipazione riempiono il vuoto della Casa della Città del Comune di Roma


Ieri alla Casa della città del Comune di Roma si è svolta una partecipata assemblea convocata da deLiberiamo Roma per discutere in maniera aperta di patrimonio pubblico, acqua, scuola e finanza pubblica, in risposta alla chiusura della giunta comunale, che non si è presentata alla discussione prevista sugli stessi temi alla Sala della Protomoteca in Campidoglio il 3 ottobre scorso. 
Durante l’assemblea è arrivato il vice sindaco Luigi Nieri, con l’intento di dare il benvenuto alle più di trecento cittadine e cittadini presenti. Abbiamo colto l’occasione per chiedere le intenzioni della giunta riguardo le 4 delibere di iniziativa popolare sottoscritte da 32.000 persone che, invece di essere in discussione in Giunta, giacciono in qualche cassetto in Campidoglio. Nonostante il sorriso rassicurante, le risposte del Vicesindaco sono purtroppo rimaste simili al silenzio istituzionale che ha finora riguardato i nostri temi. Caso eccezionale di silenzio dissenso.
Abbiamo chiesto delle parole chiare sull’acqua, rispetto alle recenti dichiarazioni di Marino di voler seguire il percorso già tracciato da Alemanno privatizzando ulteriormente Acea, e riguardo alle migliaia di distacchi idrici che Acea in questi giorni sta attuando nella nostra città.
Successivamente, alla richiesta di discussione sulla delibera del Patrimonio da noi presentata , Nieri ha chiuso ogni possibilità di dialogo affermando che l’amministrazione ha già espresso un opinione sull’argomento accogliendo la delibera da lui elaborata in qualità di assessore.
Come al solito, la risposta amministrativa è stata totalmente mancante di una connessione reale coi temi della politica sociale e di una effettiva collaborazione con la cittadinanza.
Come dire, partecipate, che tanto poi non se ne fa nulla.
È questo infatti il punto della questione: la crisi democratica. Un’Amministrazione strozzata dal mito della crisi, del fiscal compact e della modifica dell’articolo 81 della Costituzione, che decide di rispettare tutte le regole che vengono dall’alto ma di non considerare la volontà dei cittadini, che chiede, semplicemente, di vedere garantiti alcuni diritti inalienabili, almeno finora: quello all’acqua, all’istruzione, alla casa e a spazi aperti alla partecipazione della cittadinanza. Il tutto garantito da un’economia funzionale al mantenimento di tali diritti. La domanda è: la borsa o la vita? Questa è la scelta a cui gli uomini politici non come meri amministratori burocrati vorremmo rispondessero.

martedì 30 settembre 2014

DeLiberiamo Roma – Venite con noi!



Nella nostra città potrebbero esserci più scuole pubbliche, più servizi sociali, più case popolari, più centri culturali, maggiori possibilità di lavoro. L'acqua potrebbe essere un diritto e non una merce.

Si potrebbe curare la manutenzione di piazze, strade e parchi, risanare il degrado e l’abbandono nei quartieri, affidando il recupero a gruppi di cittadini. Le aziende comunali, le caserme vuote, gli ospedali dismessi, le terre incolte, i teatri chiusi potrebbero diventare occasione di lavoro ed essere gestiti come beni comuni da noi utenti, e non destinati a essere privatizzati e venduti offrendoli alla speculazione finanziaria e immobiliare. Roma potrebbe essere una città più attenta ai bisogni delle persone, che agli interessi di pochi.

Non è fantascienza: abbiamo proposte concrete per riuscirci e per invertire la rotta di un "Salva Roma" che propone la svendita di beni e servizi pubblici come unica soluzione.
Siamo un gruppo di associazioni, movimenti e singoli cittadini. Abbiamo elaborato quattro delibere comunali che, se approvate, potrebbero concretamente cambiare le cose e migliorare sensibilmente la nostra città. Nella scorsa primavera abbiamo raccolto trentaduemila firme di cittadini e cittadine, affinché queste nostre proposte vengano discusse e votate in Consiglio comunale. E ora tocca a quest’ultimo pronunciarsi, decidere se accoglierle o respingerle.
Le delibere prevedono un cospicuo incremento di risorse per la scuola pubblica, l’utilizzo per scopi sociali, produttivi e culturali del patrimonio abbandonato, la riacquisizione pubblica delle quote private in Acea, la piena disponibilità del bilancio comunale, fuori dai vincoli del patto di stabilità. Un insieme di misure che ribalterebbe l’attuale politica economica del Campidoglio, rendendola più aderente alle esigenze sociali e meno compiacente verso i poteri economici.
Nel pomeriggio di venerdì 3 ottobre, nella Sala della Protomoteca, ci sarà un confronto pubblico con i gruppi e le commissioni consiliari, oltreché le rappresentanze municipali, per stabilire tempi e modi della discussione in Consiglio comunale. E' molto importante che a quest’incontro ci sia un’ampia partecipazione, soprattutto di tutte quelle realtà che si battono per i diritti sociali, per l’estensione dei servizi, per la produzione culturale indipendente.
E’ una battaglia politica che si può vincere se sapremo condurla tutte e tutti insieme.

Appuntamento venerdì 3, ore 15.00 Sala della Protomoteca, Campidoglio

evento facebook: https://www.facebook.com/events/354196568086522/

venerdì 18 luglio 2014

CS Lunedì la consegna delle firme per le 4 delibere di deLiberiamoRoma

Lunedì 21 luglio | h. 13.30
Piazza del Campidoglio


Consegna delle firme per le 4 delibere della campagna 
 deLiberiamoRoma


Acqua pubblica – patrimonio comune 
scuola pubblica – finanza sociale
per un nuovo modello di città
* * *

Dopo tre mesi di capillare lavoro di informazione, mobilitazione e raccolta firme a sostegno della campagna cittadina deLiberiamo Roma, lunedì prossimo 21 luglio il comitato promotore della campagna consegnerà in Campidoglio le oltre 32.000 firme raccolte a sostegno delle 4 proposte di delibera.

Una risposta che testimonia la necessità e l’urgenza, avvertite dai cittadini e dalle cittadine di Roma, di immaginare modelli di gestione dei servizi essenziali e del patrimonio cittadino e meccanismi di finanza sociale virtuosa che coniughino risposte concrete alla crisi attuale e aprano spazi di partecipazione popolare nelle decisioni che riguardano la città.

Le quattro delibere di iniziativa popolare riguardano acqua pubblicauso sociale del patrimonio immobiliare abbandonatoscuola pubblica e finanza sociale, ciascuna sottoscritta da più di  8.000 firme. Quattro proposte frutto di un lungo processo di partecipazione, consultazione e coinvolgimento di realtà sociali, comitati di quartiere, spazi autogestiti, cittadini.  La connessione tra queste delibere disegna un diverso modello complessivo di città, che ha come priorità la drammaticità delle condizioni sociali provocate dalla gestione iniqua della crisi, e apre a una prospettiva politica alternativa a quella del Salva Roma.

A promuovere la campagna è una vasta coalizione di associazioni, comitati, organizzazioni e spazi sociali tra cui CRAP - Coordinamento Romano Acqua Pubblica, rete Patrimonio Comune, Comitato art. 33 Roma e Forum per una nuova finanza pubblica e sociale, che da anni lavorano sul territorio cittadino. Oltre alla raccolta firme per la proposizione delle quattro delibere, la campagna ha promosso in questi mesi azioni informative, di sensibilizzazione e di mobilitazione.

Tre mesi fa, il 22 aprile, per il lancio della campagna, fu liberato simbolicamente per alcune ore il prestigioso Palazzo Nardini, a pochi passi da Piazza Navona, palazzo storico ed ex-Governatorato pontificio chiuso da 30 anni e restituito per alcune ore allo stupore dei residenti e dei passanti per la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa e per la partenza del nutrito corteo che accompagnò il comitato promotore in Campidoglio per la consegna dei testi delle delibere.

Tre mesi, centinaia di banchetti e 30.000 firme dopo, ci ritroviamo nuovamente sotto la statua di Giulio Cesare per consegnare le firme necessarie a indurre il Consiglio Comunale a discutere di temi sentiti come prioritari dal corpo sociale della città ma non dal governo cittadino.

Tre mesi in cui le risposte date dall’amministrazione comunale alle istanze sociali sono state inesistenti. Molti spazi sociali della città sono sotto attacco: lo testimoniano gli sgomberi di Angelo Mai, Pachamama, Neetblock, Godot e Volturno, delle occupazioni abitative tra cui Hertz, via delle Acacie, Montagnola, i feroci attacchi sferrati al teatro Valle, gli articoli della stampa che parlano di altri 60 sgomberi pronti entro l’estate. Se venissero approvate ed implementate, le 4 delibere permetterebbero di migliorare la qualità del servizio idrico, di utilizzare il patrimonio edilizio abbandonato per dare risposta ai bisogni di casa, lavoro, e cultura, di garantire scuole per l'infanzia a tutti i bambini oggi esclusi, di escludere dal patto di stabilità gli investimenti per i servizi.

Si tratta di un deciso cambio di passo rispetto all’idea di città orientata al rigido rispetto dei vincoli europei e del patto di stabilità, attraverso dismissioni, svendite, privatizzazioni.

Con la consegna delle firme, si apre la seconda fase della campagna: ottenere che il consiglio comunale discuta e approvi le delibere in autunno, per questo continueremo sul piano della mobilitazione e dell’allargamento sociale. Depositate le firme, a partire da settembre, alla riapertura dei lavori del Consiglio, saremo ancora qui. 


deLiberiamo Roma!


Comitato Promotore deLiberiamo Roma