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sabato 4 luglio 2015

Il Consiglio comunale di Roma vota No all' #acquapubblica



Ricordate quelli che rivendicarono la vittoria referendaria del 2011? E quelli che nel 2012 si opposero all'ulteriore privatizzazione di Acea, proprio facendosi scudo dell'esito referendario? 

Dimentichiamoli: oggi quel centro sinistra vota insieme alla destra più becera contro la proposta di ripubblicizzazione dell'acqua di Roma. Vota contro la volontà di un milione e mezzo di romani che disse sì all'acqua pubblica (più di quelli che hanno eletto l'attuale sindaco). 

Con un dibattito scarno in aula, ci auguriamo causato dall'imbarazzo di non sapere cosa dire, il consiglio ha bocciato la proposta di delibera di iniziativa popolare con 13 voti contrari e 7 favorevoli, presentata insieme ad altre 3 proposte su scuola, patrimonio e finanza pubblica. 

Un consiglio che dimostra di non volere voltare pagina, che non comprende come sia necessario cambiare radicalmente le regole per uscire dal pantano di Mafia capitale... o che forse non vuole uscirne!

Non per questo li "lasceremo fare": la battaglia per l'acqua ha gambe molto lunghe, e la resistenza contro Acea SpA e contro le sue speculazioni non si è mai fermata, e a maggior ragione non si fermerà adesso.

Roma 3 luglio 2015

Coordinamento Romano Acqua Pubblica


mercoledì 1 luglio 2015

Giovedì #2Luglio - Contro la Mafia (del) Capitale, No ad #Acea SpA, sì all'acqua "Comune"



Giovedì 2 Luglio diversi nodi verranno al pettine su Acea SpA, sia in Comune che in Regione.

Sarà infatti una giornata in cui si parlerà di diritto all'acqua, di Acea e delle sue mire espansioniste sul Lazio e sul Centro Italia, di milioni di cittadini che nel 2011 hanno detto sì all'acqua bene comune, e che oggi rischiano il distacco dell'acqua anche per una sola bolletta non pagata.

Il consiglio comunale di Roma dovrà pronunciarsi su 4 proposte di iniziativa popolare, tra cui quella di ripubblicizzazione del gestore idrico di Roma e Provincia, mentre alla Pisana un convegno sulla futura organizzazione regionale del servizio idrico chiederà all'assemblea regionale di scegliere sull'acqua: difendere la legge regionale per l'acqua pubblica, o piegarsi ai desiderata di Acea SpA. 

Due appuntamenti in contemporanea, dalle 15.00 in poi, che meritano entrambi attenzione, perché è proprio nella partecipazione dal basso che si trovano gli anticorpi contro quegli intrecci mafiosi che rischiano, nonostante le dichiarazioni di facciata, di continuare a proliferare.

E' il momento di scegliere tra i diritti e la Mafia (del) Capitale.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica


Gli appuntamenti di domani 2 luglio

- Convegno: Acqua nel Lazio: un affare per Acea SpA o un bene comune?
ore 15.00 Sala Mechelli della Regione Lazio - Via della Pisana 1301
https://www.facebook.com/events/112709002398989/

La Rete sociale DeLiberiamoRoma domani alle 15.00 sarà di nuovo in aula Giulio Cesare, Campidoglio, per sostenere le 4 delibere e chiama tutti alla partecipazione
http://www.deliberiamoroma.org/

lunedì 12 gennaio 2015

Roma 13/1- mentre i cittadini chiedono di ripubblicizzare, la giunta intende privatizzare.

Diritto all'acqua: martedì 13 l'assemblea capitolina chiamata a decidere da che parte stare

Martedì prossimo l'assemblea capitolina discuterà la proposta di inziativa popolare sulla ripubblicizzazione della gestione dell'acqua a Roma, insieme ad altre 3 delibere su scuola, finanza e patrimonio pubblici.
Una proposta dal basso, nata per attuare la volontà popolare espressa nei referendum di giugno 2011 e ripresa dalla legge regionale n°5: fuori l'acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua.
Tra i provvedimenti recentemente approvati dalla giunta in tema di bilancio compare però la vendita del 3,54% di ACEA ATO2 S.p.A.. Questo significa che il Comune di Roma non avrebbe più la maggioranza delle azioni del gestore idrico della città: mentre I cittadini chiedono di ripubblicizzare, la giunta intende privatizzare.
La domanda quindi è: l'assemblea capitolina saprà cogliere quest'occasione, schierandosi dalla parte dei cittadini o si mostrerà schiava delle logiche di mercato che governano ACEA?Non si tratta solo (si fa per dire) di ideologia, perchè ACEA in questi ultimi mesi ha saputo dimostrare ai romani cosa significa gestire l'acqua in forma privatistica: migliaia di distacchi a settimana, anche per piccole morosità, senza alcuna salvaguardia per bambini, anziani o disabili. Per questo diversi cittadini hanno scelto di rivolgersi a Super Mario: l'idraulico che riporta l'acqua a chi viene colpito dai distacchi di ACEA.
Ma se questo non basta, ecco arrivare l'accordo con Equitalia per la riscossione delle bollette insolute. Un’ulteriore operazione vessatoria nei confronti degli utenti, accompagnata dai pesantissimi conguagli che molti cittadini si sono visti recapitare a fine 2014. ACEA ATO2 si è infatti accorta di aver incassato meno di quanto previsto, anche perchè i romani hanno imparato a consumare meno acqua. La soluzione? Far pagare questa differenza agli utenti, partendo addirittura dalle somme relative al 2006! Un giochetto che farà entrare nelle casse di Acea circa più di 50 milioni di euro nel solo 2015.
Ma come vengono usati questi soldi? Investiti per migliorare il servizio o le condizioni dei lavoratori? Utilizzati per tutelare le fasce più deboli? O per migliorare la depurazione? Sembrerebbe di no, date le continue lamentele non solo degli utenti, ma anche dei Sindaci della provincia di Roma, che segnalano decine di opere promesse e mai concluse. Quelli che certamente godono di ottima salute sono i profitti degli azionisti, in continuo aumento.
E allora il Comune di Roma ha il dovere di esercitare il suo potere, politico e societario, per garantire il diritto all'acqua e alla salute, oggettivamente messo in discussione dall'attuale gestione.
Per far sì che la voce dei cittadini venga ascoltata, tutte e tutti al Campidoglio martedì 13 Gennaio alle 14.00 per assistere alla discussione della delibera d'iniziativa popolare.
Roma, 12 Gennaio 2015.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica
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venerdì 24 ottobre 2014

Diritti e partecipazione riempiono il vuoto della Casa della Città del Comune di Roma


Ieri alla Casa della città del Comune di Roma si è svolta una partecipata assemblea convocata da deLiberiamo Roma per discutere in maniera aperta di patrimonio pubblico, acqua, scuola e finanza pubblica, in risposta alla chiusura della giunta comunale, che non si è presentata alla discussione prevista sugli stessi temi alla Sala della Protomoteca in Campidoglio il 3 ottobre scorso. 
Durante l’assemblea è arrivato il vice sindaco Luigi Nieri, con l’intento di dare il benvenuto alle più di trecento cittadine e cittadini presenti. Abbiamo colto l’occasione per chiedere le intenzioni della giunta riguardo le 4 delibere di iniziativa popolare sottoscritte da 32.000 persone che, invece di essere in discussione in Giunta, giacciono in qualche cassetto in Campidoglio. Nonostante il sorriso rassicurante, le risposte del Vicesindaco sono purtroppo rimaste simili al silenzio istituzionale che ha finora riguardato i nostri temi. Caso eccezionale di silenzio dissenso.
Abbiamo chiesto delle parole chiare sull’acqua, rispetto alle recenti dichiarazioni di Marino di voler seguire il percorso già tracciato da Alemanno privatizzando ulteriormente Acea, e riguardo alle migliaia di distacchi idrici che Acea in questi giorni sta attuando nella nostra città.
Successivamente, alla richiesta di discussione sulla delibera del Patrimonio da noi presentata , Nieri ha chiuso ogni possibilità di dialogo affermando che l’amministrazione ha già espresso un opinione sull’argomento accogliendo la delibera da lui elaborata in qualità di assessore.
Come al solito, la risposta amministrativa è stata totalmente mancante di una connessione reale coi temi della politica sociale e di una effettiva collaborazione con la cittadinanza.
Come dire, partecipate, che tanto poi non se ne fa nulla.
È questo infatti il punto della questione: la crisi democratica. Un’Amministrazione strozzata dal mito della crisi, del fiscal compact e della modifica dell’articolo 81 della Costituzione, che decide di rispettare tutte le regole che vengono dall’alto ma di non considerare la volontà dei cittadini, che chiede, semplicemente, di vedere garantiti alcuni diritti inalienabili, almeno finora: quello all’acqua, all’istruzione, alla casa e a spazi aperti alla partecipazione della cittadinanza. Il tutto garantito da un’economia funzionale al mantenimento di tali diritti. La domanda è: la borsa o la vita? Questa è la scelta a cui gli uomini politici non come meri amministratori burocrati vorremmo rispondessero.

martedì 30 settembre 2014

DeLiberiamo Roma – Venite con noi!



Nella nostra città potrebbero esserci più scuole pubbliche, più servizi sociali, più case popolari, più centri culturali, maggiori possibilità di lavoro. L'acqua potrebbe essere un diritto e non una merce.

Si potrebbe curare la manutenzione di piazze, strade e parchi, risanare il degrado e l’abbandono nei quartieri, affidando il recupero a gruppi di cittadini. Le aziende comunali, le caserme vuote, gli ospedali dismessi, le terre incolte, i teatri chiusi potrebbero diventare occasione di lavoro ed essere gestiti come beni comuni da noi utenti, e non destinati a essere privatizzati e venduti offrendoli alla speculazione finanziaria e immobiliare. Roma potrebbe essere una città più attenta ai bisogni delle persone, che agli interessi di pochi.

Non è fantascienza: abbiamo proposte concrete per riuscirci e per invertire la rotta di un "Salva Roma" che propone la svendita di beni e servizi pubblici come unica soluzione.
Siamo un gruppo di associazioni, movimenti e singoli cittadini. Abbiamo elaborato quattro delibere comunali che, se approvate, potrebbero concretamente cambiare le cose e migliorare sensibilmente la nostra città. Nella scorsa primavera abbiamo raccolto trentaduemila firme di cittadini e cittadine, affinché queste nostre proposte vengano discusse e votate in Consiglio comunale. E ora tocca a quest’ultimo pronunciarsi, decidere se accoglierle o respingerle.
Le delibere prevedono un cospicuo incremento di risorse per la scuola pubblica, l’utilizzo per scopi sociali, produttivi e culturali del patrimonio abbandonato, la riacquisizione pubblica delle quote private in Acea, la piena disponibilità del bilancio comunale, fuori dai vincoli del patto di stabilità. Un insieme di misure che ribalterebbe l’attuale politica economica del Campidoglio, rendendola più aderente alle esigenze sociali e meno compiacente verso i poteri economici.
Nel pomeriggio di venerdì 3 ottobre, nella Sala della Protomoteca, ci sarà un confronto pubblico con i gruppi e le commissioni consiliari, oltreché le rappresentanze municipali, per stabilire tempi e modi della discussione in Consiglio comunale. E' molto importante che a quest’incontro ci sia un’ampia partecipazione, soprattutto di tutte quelle realtà che si battono per i diritti sociali, per l’estensione dei servizi, per la produzione culturale indipendente.
E’ una battaglia politica che si può vincere se sapremo condurla tutte e tutti insieme.

Appuntamento venerdì 3, ore 15.00 Sala della Protomoteca, Campidoglio

evento facebook: https://www.facebook.com/events/354196568086522/