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lunedì 8 febbraio 2016

Acea Ato2. Salta la conferenza dei sindaci, troppi dubbi sulla fusione con Frosinone.


Acea Ato2. Salta la conferenza dei sindaci, troppi dubbi sulla fusione con Frosinone.

Soddisfatti i comitati acqua pubblica, ma il 17 febbraio bisognerà dire no alla fusione e ai distacchi idrici!


Questa mattina nella sede della Provincia di Roma gli amministratori dei comuni dell'Ato2 avrebbero dovuto incontrarsi per decidere, tra le altre cose, sui distacchi idrici e sulla proposta di fusione con l'ambito di Frosinone.
Una riunione rinviata talmente in “zona cesarini” che alcuni sindaci si sono comunque presentati, e che il personale stesso della Provincia ha predisposto la Sala per la riunione.

Cos'è successo per annullare all'ultimo momento un'assemblea così importante? Semplice: il Comune di Roma, rappresentato dal sub-commissario Spadoni, non è convinto che la fusione sia un'operazione opportuna, e vuole più tempo per valutare.

Al di là delle valutazioni sul sistema democratico dell'assemblea dei Sindaci, nella quale il Comune di Roma gode di diritto di veto, il risultato è un deciso stop al disegno di fusione che i vertici di Acea Ato2 hanno tentato di imporre ai sindaci della provincia di Roma con una lettera datata 23 dicembre: 30 giorni di tempo per esprimersi, dopo i quali si sarebbe avvalsa del “silenzio – assenso”.

Ma il silenzio non c'è stato, e ad oggi non c'è nemmeno l'assenso, secondo quanto affermato dal Vice sindaco di Roma Metropolitana Mauro Alessandri.

Lo stesso Commissario Tronca ha alzato il telefono per fermare tutto: poco chiaro il progetto di fusione, troppo complessa la situazione di Acea Ato5, che è stata messa in mora per inadempienze, e ha buone possibilità di essere cacciata dai sindaci del Frusinate.

Anche Tronca deve essersi chiesto: a chi conviene questo matrimonio?

Sicuramente non ai cittadini e ai comuni del Frusinate, che si vedrebbero rientrare Acea dalla finestra; molto probabilmente nemmeno ai cittadini e comuni della provincia di Roma, che si troverebbero “sposati” con una gestione ormai al collasso, e che rischiano di perdere ancora di più il controllo sulle scelte di un'azienda sempre più grande e lontana.

E quali le ripercussioni sui lavoratori delle due aziende? Quali sulla qualità del servizio? 

Molte sono le domande, e poco il tempo per cercare le risposte: la conferenza è nuovamente convocata per mercoledì 17 febbraio.

Per quella data è necessario che anche la Regione Lazio faccia un passo per concretizzare la legge 5/2014 e che l'Assessore Refrigeri rispetti gli impegni confermati nell'ultima seduta del Consiglio regionale: portare in consiglio entro un mese la proposta di riordino degli ambiti di bacino idrografico del Lazio.

In questi 10 giorni è importante che gli enti locali si confrontino con le loro comunità, per scoprire perché “questo matrimonio non s'ha da fare”, e dare parere contrario alla fusione.

Il 17 febbraio sarà però l'occasione per dire Sì al diritto all'acqua, modificando la Carta dei Servizi inserendo l'obbligo di lasciare il flusso idrico minimo vitale anche per chi non riesce a saldare la bolletta idrica.

Il 17 febbraio sarà un giorno importante per l'acqua di Roma, per questo invitiamo ad essere presenti.

Roma, 8 febbraio 2016

Coordinamento regionale acqua pubblica

mercoledì 3 febbraio 2016

Lazio: in arrivo i nuovi ambiti idrici. Le fusioni possono attendere

Questa mattina, dopo 4 mesi di silenzio, l'assessore Refrigeri ha dovuto rendere conto, grazie alle interrogazioni presentate al Question Time da parte dei consiglieri del M5S e SEL, degli impegni assunti davanti allo stesso Consiglio regionale che, dopo aver approvato all'unanimità la Legge 5/2014, sempre all'unanimità alla fine della ormai lontano mese di settembre 2015, aveva dato alla giunta 90 giorni per presentare la proposta di questa in ordine alla definizione dei nuovi Ambiti di Bacino Idrografico.

Di fronte al Consiglio regionale l'assessore Refrigeri ha assunto l'ennesimo impegno a presentare detta proposta in Commissione Ambiente nelle prossime 2-3 settimane.

I quasi 2 anni di impegni assunti e non rispettati non ci lasciano tranquilli su quanto effettivamente avverrà in questo mese di febbraio.

Bisogna infatti rilevare che ai ritardi della Giunta regionale fa da riscontro l'attivismo di Acea Spa che in questo momento punta ad assoggettare ad un'unica compagine societaria il servizio erogato sui vecchi ATO di Roma e Frosinone e nello stesso tempo l'attivismo del Governo nazionale costruisce un'architettura  legislativa che sollecita e premia le grandi operazioni di fusione nei programmi delle 4 grandi mutiutility del Paese.


Ma è anche sui contenuti che non possiamo non manifestare timori in quanto nell'unico incontro propedeutico al tavolo tecnico - che non è mai stato attivato - che l'assessore Refrigeri ha avuto con comitati il 2 ottobre 2015, la proposta avanzata dallo stesso Refrigeri non era accettabile sullo stesso piano dei principi fissati dalla Legge 5/2014.


Come Coordinamento regionale per l'acqua pubblica nei prossimi giorni chiederemo con forza la convocazione del tavolo con i comitati per discutere della possibile soluzione a partire dalla proposta di Legge 238, l'unica proposta allo stato esistente e rispondente allo spirito, ai requisiti, alla lettera e alla norma della Legge 5/2014.


Su questo non possiamo che sollecitare la mobilitazione dei cittadini e degli Enti locali a tutela di una gestione democratica e partecipata di un bene fondamentale come quello dell'acqua.

Si ricorda, infine, l'appuntamento dell'8 febbraio alle 10 a palazzo Valentini a Roma e il 18 febbraio alle ore 15 a Frosinone al palazzo della provincia dove sono convocate le assemblee dei sindaci. 


Coordinamento regionale acqua pubblica


Registrazioni audio:

venerdì 15 gennaio 2016

Sulla gestione dell'acqua serve trasparenza e democrazia NO alla fusione Acea Ato 2 - Acea Ato 5


Oggi una delegazione del Coordinamento Romano Acqua Pubblica si è presentata, senza invito, presso la sede della Segreteria Tecnica Operativa dell'Ato 2 per chiedere spiegazioni al responsabile, Ing. Piotti, in merito all'istanza di fusione tra Acea Ato 2 S.p.A. e Acea Ato5 S.p.A., ricevuta dalla STO lo scorso 23 dicembre.

In particolare è stata sottolineata la gravità della mancata trasmissione, da parte della STO, di tale istanza ai sindaci degli oltre 100 comuni interessati che, di fatto, sono stati tenuti all'oscuro di tale progetto. Non convincente la risposta in merito da parte dell'Ing. Piotti, che ha addotto la necessità di raccogliere ulteriore documentazione sulla proposta di fusione, prima di trasmettere tale comunicazione ai sindaci. Unica controparte politica informata è la Città Metropolitana, nella persona del Vicesindaco Alessandri, che si è guardato bene dal comunicare con i suoi colleghi sindaci dell'Ato 2.

Un'inerzia non neutrale, poiché la lettera di Acea Ato 2 contiene il termine di 30 giorni, dopo il quale varrà il silenzio assenso al progetto di fusione.


L'ing. Piotti ha affermato che il termine dei 30 giorni "dovrebbe" essere sospeso, in virtù di una lettera inviata da Alessandri ad Acea Ato 2 lo scorso 30 dicembre, alla quale però non esiste risposta scritta da parte dell'azienda. Ha anche assicurato la prossima convocazione della conferenza dei sindaci, nella quale discutere anche la questione della fusione, dopo aver pubblicato sul sito della STO tutti i documenti e i materiali utili in merito. Materiali che i sindaci o loro rappresentanti dovrebbero studiarsi in meno di una settimana, senza avere il tempo di un confronto non solo con le proprie comunità, ma probabilmente nemmeno con i consigli comunali.

Ma anche il valore democratico della conferenza dei sindaci è, in questo momento storico, più debole che mai. In tale assemblea è infatti il voto del Comune di Roma a pesare più di tutti gli altri messi insieme, evidenziando un insopportabile squilibrio nel potere decisionale, ancor più evidente oggi, quando il Comune di Roma sarà rappresentato da un sub-commissario, probabilmente Spadoni, che, senza essere stato eletto da nessuno, dovrebbe prendere una decisione che coinvolge tutti i cittadini della provincia di Roma, probabilmente senza conoscere affatto la materia.

Crediamo che questo vada ben oltre la gestione ordinaria commissariale! 

Per tutti questi motivi ci sembra evidente che i sindaci dell'Ato 2 debbano opporsi alla proposta di fusione, e debbano anzi rivendicare il proprio ruolo nelle decisioni in merito alla gestione del servizio idrico, proprio come stabilito dalla legge regionale 5/2014 sulla gestione pubblica dell'acqua nel Lazio. Una legge che la Regione Lazio ha il dovere di rendere attuativa... a meno che non voglia essere mero strumento in mano agli interessi speculativi di Acea SpA.

Roma, 15 gennaio 2016.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

giovedì 14 gennaio 2016

Acea SpA alla conquista dell'acqua del Lazio, con la complicità della Regione e di Roma città Metropolitana


Acea SpA è sempre più determinata ad accaparrarsi l'affare milionario della gestione del servizio idrico in centro-sud Italia, con la complicità silente delle istituzioni, Regione e città metropolitana in primis, che invece dovrebbero rispettare la volontà popolare che ha detto chiarimento no alla gestione privata dell'acqua.

L'ultima mossa dell'azienda di Piazzale Ostiense è arrivata sotto l'albero di Natale: una lettera, datata 23 dicembre contenente l'istanza di fusione tra Acea Ato2 e Acea Ato 5, rispettivamente gestori del servizio idrico delle provincie di Roma e Frosinone.

Rispetto a questo gli oltre 200 Enti Locali interessati non ci risulta siano stati nemmeno informati: è il privato che decide, i consigli comunali e i cittadini non contano!

I 30 giorni di tempo entro i quali deve essere valutata la proposta scadono il 22 gennaio, dopodiché la proposta sarà considerata accettata per "silenzio assenso".

Quindi chi non ha informato i sindaci, cioè la Segreteria Tecnico Operativa dell'Ato 2 e la Città metropolitana di Roma nella persona del Vicesindaco Mauro Alessandri, ha compiuto una scelta chiara: un silenzio tutto a favore di Acea SpA.

Pensiamo invece che siano proprio le comunità locali a dover dire la loro, in linea con la legge regionale 5/2014 sulla ripubblicizzazione del servizio idrico nel Lazio, una legge che va in direzione opposta alle grandi fusioni che piacciono ad Acea S.p.A. Una legge sulla cui applicazione la giunta regionale è gravemente inadempiente, non avendo ancora portato in discussione la proposta sulla ridefinizione degli ambiti di bacino. Anche in questo caso un immobilismo non neutrale, tutto a beneficio di Acea SpA.

Questa proposta di fusione contrasta apertamente con le battaglie che comitati, cittadini e Enti Locali, a partire dal referendum sull'acqua pubblica, hanno intrapreso in questi anni.

La vita e la salute dei cittadini, il destino dei territori, il controllo democratico dei cittadini e delle autonomie locali sono solo un dettaglio da liquidare, come insegnano le leggi della Toscana e della Campania in cui, non ai cittadini, ma agli stessi sindaci è riconosciuto - e solo a qualcuno di loro – un mero diritto di tribuna.

ACEA S.p.A., controlla già i gestori della Toscana e dell'Umbria e oltre alla fusione di ACEA ATO 2 ed ACEA ATO 5, vuole acquistare Acqualatina e punta ad assumere la gestione dell'ATO 1 di Viterbo.

Noi crediamo che sull'acqua le mire finanziarie di una società che ha come unico scopo il profitto non devono passare e chiamando i Sindaci alla rivolta, intendiamo affermare la più dura opposizione dei cittadini a questa proposta.

Roma, 14 Gennaio 2016.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

venerdì 27 novembre 2015

Per la Giunta Zingaretti il tempo dell'acqua sta per scadere!



Due iniziative pubbliche, a Roma e Frosinone, sono state l'occasione per i comitati dell'acqua di intercettare l'Assessore Refrigeri e i vertici regionali del Pd, per ricordare loro gli impegni non mantenuti sul riordino del servizio idrico nel Lazio.A settembre infatti, con la messa in sicurezza della Legge 5/2014 sulla gestione pubblica dell'acqua nel Lazio, la Giunta si è data 90 giorni di tempo per formulare una proposta sulla definizione dei nuovi Ambiti di Bacino idrografici, attraverso un tavolo partecipato.

In caso contrario, è pronta da mesi la proposta di legge 238, costruita dalle comunità locali e sostenuta da consiglieri di maggioranza e opposizione.

Cosa aspettano Zingaretti e Refrigeri?

In sospeso l'eterna domanda: Il Pd sta con l'acqua pubblica o con i profitti di Acea SpA? In Campania ha scelto la seconda strada, nel Lazio cosa farà? In entrambe le regioni i comitati e il forum italiano dell'acqua rimangono mobilitati Per questo il coordinamento regionale del Lazio sostiene la manifestazione di sabato 28 a Napoli

Di seguito il Comunicato Stampa: 



Dalla Campania al Lazio, vogliamo una gestione pubblica e partecipativa dell'acqua

Nel nostro paese le nuove leggi regionali  sul servizio idrico integrato stanno diventando il terreno di scontro tra i fautori delle “nuove privatizzazioni” e coloro che si oppongono alla consegna al mercato del bene comune acqua.
Diversi casi risultano emblematici: l'impugnativa da parte del Governo della legge siciliana,  quella della legge laziale (n. 5/2014) e in ultimo il fatto più grave, ovvero l'approvazione della legge De Luca/Bonavitacola sul riordino del servizio idrico integrato in Campania che limita, fino quasi ad annullare, i poteri decisionali dei Comuni accentrandoli in un unico ente, svilisce la partecipazione della cittadinanza e punta diritto alla privatizzazione della gestione dell'acqua, oltre a svendere le sorgenti e mettere sotto attacco l'esperienza di ABC Napoli.
Come Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio, in particolare, intendiamo segnalare il nostro sostegno ai comitati campani che hanno convocato una manifestazione per sabato 28 maggio al fine di denunciare con forza quanto la legge approvata sia contraria alla volontà espressa con il voto referendario del 2011, favorisca le lobbies e penalizzi il diritto umano all'acqua.

Nel Lazio, nonostante l'impugnativa sulla Legge 5 sia stata superata, la Giunta regionale continua a ritardarne l'applicazione, ostacolando così la partecipazione delle comunità locali sulla gestione dell'acqua, e aprendo la strada ad ulteriori privatizzazioni.
Anche nel Lazio sono infatti fortissime le spinte alla creazione di un ATO unico regionale con un conseguente gestore unico che appare scontato, ovvero ACEA S.p.A.. Ciò provocherebbe un allontanamento dei luoghi decisionali dai territori, risulterebbe in esatto contrasto con i principi sanciti dalla legge regionale n. 5/2014, promossa e voluta da comitati e enti locali, e si configurerebbe come un primo passo utile verso la grande fusione del centro Italia di cui ACEA stessa sarebbe protagonista e la Campania uno dei territori coinvolti.
Pertanto ci teniamo a ribadire l'urgenza e la necessità di dare attuazione alla legge 5/2014, definendo i nuovi Ambiti di Bacino Idrografico e adottando la nuova convenzione di cooperazione che ne indichi le forme di governo.
C'è un'alternativa possibile e praticabile per riportare l'acqua e la democrazia nelle nostre comunità, contenuta nella proposta di legge 238, ancora sepolta in commissione ambiente.
Annunciamo, a partire dal sostegno alla manifestazione campana, che metteremo in campo una mobilitazione forte e decisa affinché tale alternativa si traduca in atti concreti da parte dell'amministrazione regionale.

Roma, 26 Novembre 2015.

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio

mercoledì 1 luglio 2015

Giovedì #2Luglio - Contro la Mafia (del) Capitale, No ad #Acea SpA, sì all'acqua "Comune"



Giovedì 2 Luglio diversi nodi verranno al pettine su Acea SpA, sia in Comune che in Regione.

Sarà infatti una giornata in cui si parlerà di diritto all'acqua, di Acea e delle sue mire espansioniste sul Lazio e sul Centro Italia, di milioni di cittadini che nel 2011 hanno detto sì all'acqua bene comune, e che oggi rischiano il distacco dell'acqua anche per una sola bolletta non pagata.

Il consiglio comunale di Roma dovrà pronunciarsi su 4 proposte di iniziativa popolare, tra cui quella di ripubblicizzazione del gestore idrico di Roma e Provincia, mentre alla Pisana un convegno sulla futura organizzazione regionale del servizio idrico chiederà all'assemblea regionale di scegliere sull'acqua: difendere la legge regionale per l'acqua pubblica, o piegarsi ai desiderata di Acea SpA. 

Due appuntamenti in contemporanea, dalle 15.00 in poi, che meritano entrambi attenzione, perché è proprio nella partecipazione dal basso che si trovano gli anticorpi contro quegli intrecci mafiosi che rischiano, nonostante le dichiarazioni di facciata, di continuare a proliferare.

E' il momento di scegliere tra i diritti e la Mafia (del) Capitale.

Coordinamento Romano Acqua Pubblica


Gli appuntamenti di domani 2 luglio

- Convegno: Acqua nel Lazio: un affare per Acea SpA o un bene comune?
ore 15.00 Sala Mechelli della Regione Lazio - Via della Pisana 1301
https://www.facebook.com/events/112709002398989/

La Rete sociale DeLiberiamoRoma domani alle 15.00 sarà di nuovo in aula Giulio Cesare, Campidoglio, per sostenere le 4 delibere e chiama tutti alla partecipazione
http://www.deliberiamoroma.org/

giovedì 12 giugno 2014

Lazio - legge sull'acqua impugnata: il governo sacrifica la democrazia per salvare i grandi interessi privati


Venerdì 6 giugno il Consiglio dei Ministri ha deciso d'impugnare la legge per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio lo scorso 17 marzo. Ma sulla base di quali motivazioni?

La lettura dei 7 punti contestati lascia infatti qualche dubbio sulla consistenza degli stessi, tanto da far pensare ad un'errata interpretazione di alcuni passaggi del testo di legge. Un esempio su tutti la supposta violazione delle regole della concorrenza, al contrario correttamente interpretate nella nostra legge secondo i trattati comunitari che, in materia di affidamenti di servizi di interesse generale, lasciano libertà di scelta tra ricorso al mercato o meno. 

Una libertà che evidentemente il Governo Renzi intende limitare con un'impugnativa dal sapore chiaramente politico.

Da un lato si tenta infatti di colpire al cuore l'autonomia degli enti locali, già strangolati dal patto di stabilità, ai quali il testo di legge in oggetto, proposto non a caso da 40 comuni del Lazio, riconsegna invece il ruolo di governo del proprio territorio.

Dall'altro ci si affanna a difendere i grandi interessi privati: viene infatti contestata la possibilità di revocare una concessione, qualora vi siano "gravi problemi qualitativi e quantitativi", e di farlo senza rimborso per il concessionario. 

Parallelamente si mira ad eliminare dal testo di legge la norma transitoria che sospende, fino all'individuazione dei nuovi ambiti territoriali, la cessione delle reti da parte di quei comuni che non intendono servirsi del gestore individuato dagli attuali Ato, ormai peraltro decaduti.

Il Governo in sostanza sta dicendo: le tasche dei gestori non si toccano, non importa come abbiano svolto il loro compito, e i comuni, o consorzi di comuni, non possono permettersi di rifiutare il loro "abbraccio". 


Sicuramente qualcuno ringrazierà il Governo per questa coraggiosa difesa degli interessi privati: Acea e Suez, solo per fare degli esempi, ma molti altri si preparano invece a difendere gli interessi collettivi, e a far valere i milioni di voti per l'acqua pubblica di cui, proprio in questi giorni, ricorre il terzo anniversario.

Roma, 12 Giugno 2014

lunedì 17 marzo 2014

Lazio: Vincono l’acqua pubblica e la partecipazione. Approvata la prima legge in Italia per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua, presentata da cittadini e comuni.


Lazio: Vincono l’acqua pubblica e la partecipazione.

Approvata la prima legge in Italia per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua, presentata da cittadini e comuni. 

Dopo la straordinaria vittoria referendaria di giugno 2011, dopo un percorso durato due anni che ha intrecciato le esperienze dei comitati e di numerosi comuni del Lazio, dopo 12 mesi di pressioni sul Governo Regionale, oggi, 17 marzo, finalmente, è stata approvata all’unanimità la proposta di Legge popolare n°31, per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico nella Regione Lazio.


Una legge che recepisce i risultati referendari, a partire dalla definizione di servizio idrico come servizio di interesse generale da gestire senza finalità di lucro, fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in essere. Una legge che rimette al centro finalmente gli enti locali, delineando gli ambiti territoriali ottimali sulla base dei bacini idrografici e dando la possibilità ai comuni di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche ad enti di diritto pubblico, tutelando al contempo la partecipazione delle comunità locali nella gestione di questo bene fondamentale, anche rispetto alle generazioni future.

Una discussione in Aula Consiliare niente affatto semplice che, in prima seduta ,  si è protratta fino a tarda notte, per essere poi aggiornata a questa mattina.  Decisiva è stata la costante presenza di rappresentanti dei comitati e degli enti locali che hanno contribuito a sventare i tentativi di ostruzionismo e di modifica dei principi cardine della legge.

Una pressione dal basso che assolutamente non dovrà attenuarsi nei prossimi mesi, quando a livello regionale dovranno essere elaborati atti legislativi fondamentali , quali la legge sugli ambiti di bacino idrografico e la nuova convenzione di cooperazione tipo. Saranno queste infatti le prossime occasioni per applicare concretamente i principi contenuti nella legge approvata oggi e di  valorizzare gli spazi di partecipazione da questa aperti.  Nel frattempo ci si aspetta che, coerentemente alla legge approvata, venga salvaguardata la libertà di quei comuni del Lazio che rischiano il passaggio forzato al gestore dell’ATO di riferimento pur volendo gestire il servizio in autonomia. Unico neo della discussione odierna è stato, infatti, il poco coraggio della maggioranza nell’affermare con chiarezza tale principio.


Oggi quindi si festeggia  insieme a tutti gli altri comitati che, in altrettante regioni, stanno lavorando per l'approvazione di testi di legge analoghi.

L'auspicio è che, a partire dal Lazio, si inneschi finalmente una reazione a catena che veda i governi regionali rispettare la volontà dei cittadini e il diritto all'acqua, proprio in un momento in cui questo viene nuovamente minacciato dal vento privatizzatore che soffia dal governo.

Per approfondire i contenuti della legge e le prospettive da questa aperte invitiamo la stampa e i cittadini ad una conferenza stampa domani, 18 marzo, alle ore 11.30 presso la sede del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, al secondo piano in via S.Ambrogio, 4 a Roma.

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica